LUCCA – Prima la fotografia sui social, poi le proteste e infine l’intervento del gestore. È diventato un caso, anche a livello nazionale, quanto accaduto al Luna Park di piazzale Don Baroni a Lucca dove sul tabellone della giostra “El Toro” comparivano alcune definizioni che hanno suscitato forti contestazioni.
L’attrazione mette alla prova la forza fisica dei partecipanti: bisogna riuscire a piegare le corna di un toro meccanico e, in base alla potenza esercitata, si sale nella graduatoria fino al livello massimo indicato come “torero”. Il problema è rappresentato dalle denominazioni utilizzate per i risultati inferiori. Sul tabellone comparivano infatti anche “gay”, “signorina” e “inabile”, mentre nella versione italiana era presente la definizione “signorino”.
A scoprire quelle scritte è stato un giovane che frequentava il Luna Park. Ha fotografato il tabellone e ha inviato l’immagine all’associazione Coming Out Aps di Pistoia, che ha poi pubblicato la foto su Instagram. Il post ha rapidamente fatto il giro dei social, attirando l’attenzione anche al di fuori di Lucca.
Il presidente dell’associazione, Jonathan Lucchesi, ha contestato duramente il contenuto del messaggio, definendolo espressione di una visione “patriarcale, maschilista e abilista”. Una critica particolarmente significativa, secondo l’associazione, considerando che il Luna Park è frequentato anche da bambini e ragazzi.
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere comunale Daniele Bianucci, capogruppo di Sinistra Con, che ha puntato il dito contro l’associazione tra debolezza fisica, omosessualità e genere femminile, definendola un modello culturale ormai superato e auspicando che l’episodio possa diventare un’occasione per riflettere sui messaggi proposti negli spazi pubblici e di intrattenimento.
Nel frattempo, però, il tabellone è già cambiato. Dopo le contestazioni, nel pomeriggio di lunedì 7 settembre, il gestore è intervenuto direttamente sulla struttura: le parole finite al centro delle polemiche sono state coperte con un adesivo nero. È stata rimossa anche la dicitura “cornuto”.
La vicenda si chiude così, almeno sul piano pratico, con la modifica della giostra. Ma tutto è partito da una semplice fotografia scattata da un giovane visitatore e da quelle parole che, per molti, non potevano più essere considerate soltanto parte del gioco.