VIAREGGIO – Ci sono gesti che acquistano un significato ancora più grande quando arrivano dopo una tragedia.
Linda Martinucci aveva scelto i social per dedicare a sua figlia Asia un messaggio nel giorno del suo ventesimo compleanno. Un augurio pieno dell’affetto di una mamma, scritto poche ore prima di quella notte che avrebbe cambiato per sempre la vita della ragazza.
“Amore della mamma tantissimi auguri, sei la mia vita… ti amoooooo”.
Parole semplici, accompagnate da cuori, ma capaci di raccontare in poche righe un legame profondissimo. Linda chiamava Asia “vita mia”, e in quel messaggio c’era tutto l’orgoglio e l’amore di una madre per la propria figlia.
Era l’11 settembre e Asia compiva 20 anni. Linda aveva voluto esserci, come sempre, anche attraverso un messaggio pubblico. Aveva scelto di festeggiare sua figlia con quelle parole affettuose, spontanee, quasi urlate dalla gioia: “ti amoooooo”.
Poi, poco dopo, tutto è cambiato. L’incidente, in bici, i tentativi di rianimare Linda, la corsa in ospedale e la morte durante il tragitto. Senza contare il furgone pirata, fuggito dopo l’impatto, le indagini dei Carabinieri e il fermo di tre persone, una arrestata, una denunciata e una prosciolta.
Quel post, nato per celebrare un compleanno e una figlia amata, oggi appare sotto una luce completamente diversa. Non è più soltanto un messaggio di auguri pubblicato sui social: è una delle ultime testimonianze pubbliche dell’amore di Linda per Asia.
Un messaggio scritto quando Linda stava ancora pensando al compleanno della sua ragazza, alla felicità di quei vent’anni, a quella figlia che aveva definito senza esitazione “la mia vita”.
Ed è proprio questo a rendere quelle poche righe così dolorose da rileggere oggi.
“Tanti auguri vita mia… ti amoooooo”.
Una mamma che festeggiava sua figlia. Una figlia che proprio quel giorno avrebbe dovuto ricevere soltanto gli auguri e l’abbraccio della sua mamma.
Quel messaggio resta lì, sui social, come una fotografia di poche ore prima. Una fotografia fatta non di immagini, ma di parole. Le parole con cui Linda aveva scelto di dire ad Asia, ancora una volta, quanto fosse importante per lei.
