Pino e magnolia di via Sant’Andrea, due denunce in Procura

VIAREGGIO – Due denunce alla Procura della Repubblica per chiedere di fare luce sulle vicende legate al pino di via Sant’Andrea e alla magnolia presente nel giardino della Curia, nella stessa strada. A presentarle è stata l’associazione Amici della Terra Versilia, che chiede alla magistratura di verificare l’eventuale presenza di profili penalmente rilevanti nelle autorizzazioni e negli interventi contestati.

Al centro dell’iniziativa ci sono dunque due episodi distinti: l’autorizzazione all’abbattimento del pino di Sant’Andrea e il taglio della magnolia all’interno dell’area della Curia. L’associazione, nel suo intervento, esprime forte preoccupazione per quella che considera una gestione poco trasparente del patrimonio arboreo cittadino.

Particolarmente contestata è la vicenda del pino. Secondo quanto riferito da Amici della Terra Versilia, una precedente perizia agronomica commissionata dalla Curia aveva classificato l’albero in classe B/C, senza quindi indicarlo, secondo l’associazione, come una pianta a rischio imminente di cedimento.

La successiva caduta del pino, sostiene ancora l’associazione, sarebbe stata provocata dalle raffiche violentissime generate da una colonna d’aria, con velocità del vento stimate fra i 100 e i 150 chilometri orari. Da qui la domanda posta agli amministratori: se l’albero non risultava instabile nelle valutazioni precedenti, quali sarebbero gli elementi di criticità noti ai quali si è fatto riferimento parlando della necessità di intervenire?

Amici della Terra Versilia chiede inoltre di chiarire se, prima del cedimento, siano stati eseguiti lavori o interventi nelle vicinanze dell’albero che possano averne modificato le condizioni di stabilità. Si tratta, sottolinea l’associazione, di un aspetto che dovrà eventualmente essere verificato nelle sedi competenti.

Nel documento non manca una riflessione più ampia sulla gestione del verde urbano e sulla sicurezza della città. L’associazione richiama la necessità di tutelare il patrimonio arboreo, aumentare le aree verdi e ridurre il consumo di suolo, collegando questi temi anche alle conseguenze del caldo estremo, alla salinizzazione delle falde e all’inquinamento atmosferico.

Un capitolo a parte riguarda la Curia, chiamata in causa dall’associazione anche sul piano della sensibilità ambientale. Amici della Terra richiama infatti alcuni recenti orientamenti teologici e pastorali dedicati alla tutela della “Casa comune” e al ruolo degli alberi nell’ambiente.

Ora saranno gli accertamenti della Procura a stabilire se nelle due vicende esistano eventuali responsabilità o ipotesi di reato. L’associazione, intanto, torna a chiedere all’amministrazione comunale una riflessione complessiva sulle strategie necessarie per affrontare i rischi ambientali che, secondo la sua lettura, stanno diventando sempre più rilevanti per la città: dalle tempeste alla salinizzazione dell’acqua dolce, fino alle temperature sempre più elevate.

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