CAPALBIO – Il cyberbullismo raccontato attraverso il cinema per parlare ai giovani, ma anche alle famiglie e agli adulti. È stato presentato questa mattina a Capalbio, nell’ambito della quinta edizione del Capalbio Film Festival, il progetto “Cyberbullismo e inclusione”, promosso dall’Arma dei Carabinieri.
Al centro dell’iniziativa la proiezione di “È più difficile”, cortometraggio prodotto da Andromeda Film, diretto dal pluripremiato Aldo Iuliano e interpretato da un cast di giovani. Il progetto è realizzato in collaborazione con Cortinametraggio e con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il cortometraggio era stato presentato anche alla recente Mostra del Cinema di Venezia.
L’obiettivo è portare l’attenzione sulle conseguenze del cyberbullismo e sulla fragilità emotiva degli adolescenti, in un contesto nel quale chat, social network e comunicazione digitale possono trasformarsi in strumenti di isolamento e solitudine.
Attraverso il linguaggio cinematografico, l’iniziativa punta quindi a promuovere inclusione, ascolto e responsabilità, coinvolgendo non soltanto i ragazzi ma anche il mondo degli adulti, chiamato ad accompagnare le nuove generazioni nell’utilizzo consapevole degli strumenti digitali.
Tra le autorità presenti alla proiezione anche il comandante della Legione Carabinieri Toscana, generale di brigata Pierluigi Solazzo, che ha sottolineato la scelta del cinema come strumento per affrontare fenomeni sociali in continua evoluzione e trasmettere messaggi capaci di raggiungere direttamente i giovani.
Il generale ha richiamato in particolare la velocità con cui si muove il mondo virtuale e la necessità di garantire ai ragazzi punti di riferimento, guida e sostegno. Una generazione che, secondo Solazzo, si trova sempre più a vivere una sorta di doppia dimensione, tra vita reale e vita sui social.
Un ruolo centrale, in questo percorso, viene affidato alle Stazioni dei Carabinieri presenti sul territorio, considerate un punto di riferimento anche per affrontare situazioni caratterizzate da forte impatto emotivo.
Per questo, ha spiegato il comandante, è fondamentale una formazione costante del personale, insieme alla costruzione di un rapporto diretto con le nuove generazioni attraverso incontri nelle scuole e progetti dedicati all’inclusione.
L’invito rivolto ai ragazzi è a non avere timore di chiedere aiuto e a rivolgersi alle Stazioni Carabinieri quando si trovano ad affrontare situazioni difficili. Perché, ha ricordato Solazzo, dietro ogni uniforme c’è una persona pronta ad ascoltare e aiutare.
Il progetto presentato a Capalbio utilizza così il cinema non soltanto come strumento di racconto, ma come occasione per aprire un confronto su un fenomeno che può lasciare conseguenze profonde e che richiede l’impegno congiunto di famiglie, scuola, istituzioni e forze dell’ordine.

