Nelle Rsa rette fino a 4mila euro al mese, Carla Vivoli: “Progettiamo una struttura a costi accessibili”

VIAREGGIO – Fono a quattromila euro al mese. Una cifra che, per molte famiglie, non è una retta da sostenere ma un muro contro il quale si infrange la possibilità stessa di trovare una sistemazione adeguata per un anziano non più autosufficiente. E proprio da qui parte la riflessione di Carla Vivoli, presidente della Croce Verde di Viareggio, che raccoglie da tempo le richieste di persone alle prese con un problema sempre più difficile: trovare un posto per i propri anziani senza essere costretti a sostenere costi che possono diventare proibitivi.

Il dato non è astratto. Nel territorio di Viareggio le rette private indicate per alcune Rsa arrivano a sfiorare i 4mila euro al mese. Il portale che raccoglie i dati sulle strutture presenti in città indica, per esempio, importi indicativi da circa 3.805 euro e fino a quasi 3.957 euro mensili per alcune strutture private.

E allora la domanda di Vivoli è tanto semplice quanto pesante: chi può permetterseli?

“Una costante richiesta che ricevo alla Croce Verde da molte persone è la necessità di poter aprire una struttura per anziani perché purtroppo non tutti possono permettersi di alloggiare nelle varie Rsa dove la richiesta economica è alta, e i posti che spettano alla Asl per avere il contributo sono pochi“, scrive la presidente della Croce Verde.

Il problema riguarda soprattutto quelle famiglie che vivono di redditi normali e che, proprio per questo, rischiano di trovarsi nella terra di mezzo: troppo “ricche” per poter contare sull’intervento pubblico necessario a coprire interamente la spesa, ma troppo povere per affrontare una retta privata di migliaia di euro.

Perché se un figlio porta a casa 1.700 euro al mese, ha un mutuo, dei minori in età scolare , le bollette e le normali spese di una famiglia, quanto può essere concretamente chiamato a sostenere per la permanenza del padre o della madre in una struttura?

E ancora: cosa può fare una persona anziana che vive con una pensione minima? O con l’assegno sociale?

Il sistema toscano prevede la compartecipazione alla spesa sulla base della situazione economica e, per le prestazioni residenziali, attraverso le regole dell’Isee sociosanitario residenziale. Nei posti convenzionati la quota sanitaria è a carico del servizio sanitario, mentre la quota sociale resta a carico dell’utente e della famiglia, con l’eventuale integrazione del Comune secondo le condizioni previste.

Ma il punto sollevato da Vivoli è un altro: anche quando esiste un contributo pubblico, il bisogno resta enorme e non tutte le famiglie riescono a sostenere ciò che rimane da pagare.

E così la non autosufficienza di un genitore può trasformarsi in una difficoltà economica per l’intero nucleo familiare.

È qui che entra la proposta della presidente della Croce Verde. Non soltanto una denuncia, dunque, ma l’idea di progettare una nuova struttura per gli anziani, prendendo come possibile riferimento un’esperienza già esistente al Comparini.

“Pensare di aprire una struttura come quella già esistente al Comparini, anche questi sono progetti che servono a una popolazione dove gli anziani sono tanti e necessari e non devono sentirsi di peso ai figli”, scrive Vivoli.

Parole che toccano un altro nervo scoperto: il senso di colpa degli anziani che hanno bisogno di assistenza e quello dei figli che non riescono economicamente a garantire loro una struttura.

Non dovrebbe essere così, è il messaggio che emerge dalle parole della presidente della Croce Verde. Un anziano non dovrebbe sentirsi un peso per i propri figli semplicemente perché non può più vivere da solo.

E secondo Vivoli, per una città come Viareggio, la rete esistente non sarebbe più sufficiente.

“La struttura del Sacro Cuore, i Poveri Vecchi, non è più sufficiente per una popolazione come Viareggio”, scrive, indicando la necessità di guardare avanti e di immaginare nuove soluzioni. La Casa di riposo Sacro Cuore di Gesù è una struttura che accoglie anziani autosufficienti e non completamente autosufficienti e offre servizi sanitari e socio-assistenziali.

La proposta, quindi, è quella di aprire una discussione su una nuova struttura pensata per una popolazione che invecchia, capace di rispondere a una domanda che arriva direttamente dalle famiglie.

E la Croce Verde, del resto, conosce da vicino quella domanda: tra i propri servizi sociali indica espressamente gli anziani e le persone che vivono sole appartenenti alle fasce più fragili.

Il punto non è soltanto costruire nuovi posti letto. È capire come renderli accessibili.

Perché una struttura può anche esistere, ma se una famiglia deve confrontarsi con una retta di quasi 4mila euro al mese, il problema rimane.

Da qui l’appello di Vivoli: “Cerchiamo di progettare qualcosa di positivo”.

Una frase semplice che apre però una questione molto più grande: quale modello di assistenza vuole costruire Viareggio per i suoi anziani?

Una città che invecchia ha bisogno di servizi, di strutture, di assistenza e di risposte che non lascino sole le famiglie.

E soprattutto ha bisogno che la cura di un padre o di una madre non diventi una scelta impossibile per un figlio che guadagna 1.700 euro al mese.

La proposta della presidente della Croce Verde parte da qui: pensare oggi a una struttura che possa servire domani a quelle famiglie che già adesso chiedono aiuto.

Ti protrebbe interessare

Una gerla abbandonata nel bosco, dentro funghi e magliette sudate: è giallo a Seravezza

Ricercato internazionale scovato in un albergo a Forte dei Marmi

Temporali, vento e grandine: scatta l’allerta arancione in Toscana