FIRENZE – Una morte senza autopsia, un’accusa di abbandono di persona incapace e un processo nel quale il confine tra giustizia ed errore giudiziario diventa sempre più sottile. È la storia al centro di Al di là di ogni irragionevole dubbio, il primo romanzo di Antonio Olmi, avvocato penalista fiorentino, che si confronta con una vicenda ispirata a un caso giudiziario realmente accaduto.
Il libro conduce il lettore a Cagliari, nell’aula della Corte d’Assise d’Appello, dove si celebra il secondo grado di un processo nato dalla morte di una donna di 43 anni, medico, trovata senza vita nel proprio appartamento. Una morte rimasta senza una spiegazione definitiva, attorno alla quale prende forma l’accusa di abbandono di persona incapace nei confronti del suo psicoanalista, l’uomo che l’aveva seguita per nove anni.
Nell’estate del 2022, un avvocato penalista fiorentino di 35 anni viene chiamato a difendere l’imputato. La scelta ricade su un professionista estraneo alla realtà locale, in una città dove il caso è già molto conosciuto. Da qui prende avvio il racconto di un processo che, con le sue procedure, i tempi dilatati e il linguaggio tecnico, diventa anche l’occasione per esplorare due universi complessi: quello del diritto penale e quello della psicoanalisi.
Olmi, che nella professione forense si confronta quotidianamente con le questioni della responsabilità e della prova, costruisce una narrazione che interroga il significato stesso del giudicare. Il principio secondo cui una condanna può essere pronunciata soltanto “al di là di ogni ragionevole dubbio” rappresenta il cuore del romanzo, ma anche il punto di partenza di una riflessione sui rischi di una giustizia che, nel tentativo di trovare una risposta a ogni domanda, può finire per trasformare i dubbi in certezze e arrivare a una condanna ingiusta.
La storia si muove così tra la ricostruzione dei fatti, le responsabilità da accertare e la difficoltà di interpretare una vicenda umana attraverso le categorie della legge. Il processo non è soltanto il luogo in cui si cerca la verità giudiziaria, ma anche lo spazio in cui emergono i limiti della conoscenza e il peso delle decisioni.
Antonio Olmi, nato a Firenze nel 1975, esercita la professione di avvocato penalista nel capoluogo toscano. Al di là di ogni irragionevole dubbio è il suo esordio nella narrativa. I luoghi e la struttura processuale si ispirano alla realtà, mentre i nomi e le circostanze raccontate nel romanzo sono di fantasia.
Il libro sarà presentato in anteprima a Firenze l’11 dicembre alle 17, in una delle sale della Regione Toscana. Un appuntamento per conoscere l’opera e approfondire i temi al centro di una storia che mette in discussione il rapporto tra verità, responsabilità e giustizia.