VIAREGGIO – Oltre 4,3 milioni di euro impegnati in meno di due anni, più di cento affidamenti senza bando di gara per un valore superiore a 2,2 milioni e lo Stadio dei Pini che, a oltre un anno dall’inaugurazione, risulta ancora interessato da nuovi interventi. È il quadro della gestione dell’assessorato allo sport del Comune di Viareggio tracciato da Alessandro Santini, ex consigliere comunale e rappresentante della Lista Santini – Viareggio Soprattutto, che chiede all’assessore Rodolfo Salemi maggiore trasparenza sulle spese e sui tempi di completamento dell’impianto sportivo.
Nella nota diffusa il 26 ottobre, Santini riferisce di aver esaminato gli atti pubblicati all’Albo pretorio, dai quali risulterebbe che, dal 1° gennaio 2025 al 24 ottobre 2026, l’assessorato allo sport ha impegnato complessivamente 4.397.138,55 euro. Oltre cento affidamenti senza bando avrebbero superato, nel complesso, i 2,2 milioni di euro, mentre le procedure aperte sarebbero state poche.
L’ex consigliere precisa che il Codice dei contratti pubblici consente gli affidamenti diretti entro determinate soglie, ma contesta il ricorso a questo strumento come modalità ordinaria di gestione della spesa pubblica.
“Il Codice dei contratti permette l’affidamento diretto sotto soglia e lo vincola al principio di rotazione; farne il metodo ordinario dell’amministrazione è una scelta politica, e come tale va giudicata”, sostiene Santini.
Lo Stadio dei Pini e i costi dell’intervento
Il capitolo più consistente della contestazione riguarda lo Stadio dei Pini. L’opera, programmata nel 2021 con una previsione iniziale di 1,5 milioni di euro, avrebbe visto le risorse destinate superare complessivamente i 16 milioni.
Il termine contrattuale per la conclusione dei lavori era fissato al 3 dicembre 2024, ma l’inaugurazione si è tenuta il 24 settembre 2025, con un’agibilità parziale e provvisoria. Santini richiama anche il costo della cerimonia, che, tra allestimenti, ospitalità e cocktail finale, avrebbe superato i 225mila euro.
A distanza di oltre un anno dall’inaugurazione, la vicenda non sarebbe ancora conclusa. Nella ricostruzione dell’ex consigliere, il 17 settembre 2026 il Comune ha indetto una gara per un nuovo lotto di lavori da 400mila euro, mentre la relazione progettuale anticiperebbe la necessità di un ulteriore intervento.
Il 28 settembre sarebbe stato affidato un incarico per ottenere l’agibilità temporanea di tribuna e gradinata. Il 30 settembre, invece, all’impresa sarebbe stato riconosciuto un importo di 204.749,62 euro per la revisione dei prezzi. Santini sottolinea inoltre che negli atti da lui esaminati non compare una data certa per la conclusione di tutti i lavori.
“Lo Stadio dei Pini è diventato la nostra fabbrica di San Pietro, con la differenza che a Roma la cupola, alla fine, l’hanno chiusa”, afferma Santini, che considera la vicenda emblematica delle criticità che intende sollevare sulla gestione delle risorse destinate allo sport.
Nel mirino anche gli affidamenti per gli eventi
Le contestazioni non si fermano allo stadio. Santini richiama anche le spese per festival, summit e stand nei saloni nautici di Montecarlo e Fort Lauderdale.
In particolare, segnala che tra maggio 2025 e settembre 2026 un solo operatore avrebbe ottenuto quattro affidamenti per un importo complessivo di 283.600 euro. Un dato che, nella sua analisi, si inserisce nel quadro più generale delle modalità con cui vengono assegnati gli incarichi e utilizzate le risorse dell’assessorato.
Da qui la richiesta rivolta direttamente a Salemi di rendere pubblici i dati economici relativi allo Stadio dei Pini, chiarendo quanto è stato speso, quanto è già stato pagato e in base a quali criteri sono stati selezionati i fornitori.
“Prima della prossima inaugurazione Viareggio ha diritto di sapere quanto si è speso, quanto si è già pagato e con quali criteri sono stati scelti i fornitori. Chiedo all’assessore Salemi un prospetto pubblico e una data certa per la fine dei lavori”, conclude Alessandro Santini.
La richiesta dell’ex consigliere riguarda dunque sia la trasparenza sugli affidamenti e sulle spese dell’assessorato allo sport, sia la conclusione di un’opera pubblica che, secondo la sua ricostruzione, attende ancora il completamento definitivo.