VIAREGGIO – Cinque dita alzate e grandi sorrisi per celebrare il ritorno del Giro d’Italia a Viareggio, questa volta nella versione femminile. Ma quello che per il sindaco Grilli e la sua amministrazione è motivo di festa, per Federica Maineri diventa l’occasione per un duro affondo politico. La candidata arrivata seconda alle elezioni amministrative, che ha presentato ricorso al Tar, contesta infatti le scelte della giunta e l’utilizzo delle risorse pubbliche per ospitare la manifestazione.
Il punto di partenza della sua critica è netto: secondo Maineri, il ritorno della corsa rosa non rappresenta un premio per la città né un riconoscimento alla qualità dell’amministrazione. “Il Giro d’Italia non arriva perché la città ha vinto qualcosa. Per ospitare una tappa si paga. È un’operazione commerciale, non un riconoscimento al buon governo della città”, scrive.
Maineri non nega che una manifestazione sportiva di questa portata possa garantire visibilità e promozione turistica. Ma pone una domanda: quale Viareggio troveranno i visitatori che, dopo averla vista in televisione, decideranno di venirci?
Nella sua analisi passa in rassegna le criticità cittadine: piazza Mazzini, lo stadio incompiuto, la piscina comunale che ancora manca, la Passeggiata con i suoi rattoppi. E poi una serie di luoghi storici e simbolici che, secondo la candidata, sono stati lasciati in condizioni indegne della loro storia: l’ex Piper, il Vasco Zappelli, il Pino sul Tetto, il Politeama, l’Eden, il Piazzone e il vecchio Mercato dei Fiori.
Tra gli esempi citati c’è anche il teatro di Torre del Lago, per il quale, sottolinea polemicamente Maineri, si sarebbe arrivati a chiedere una colletta cittadina per finanziare gli interventi di sistemazione. A questo si aggiungono le condizioni delle strade, con buche e dissesti che le riprese televisive del Giro non potranno certo nascondere né risolvere.
“Il tema sono le priorità. Ed è proprio la politica che serve a stabilirle”, osserva Maineri, spostando il confronto sul modo in cui vengono decise le spese e gli interventi da finanziare.
La sua posizione è esplicita: quest’anno, a suo giudizio, Viareggio avrebbe potuto rinunciare al Giro e destinare quelle risorse ad altre necessità. Come esempio indica il Vasco Zappelli. Ricorda infatti che, durante una seduta del Consiglio comunale, il sindaco avrebbe spiegato che è stato acceso un mutuo da 200mila euro non per ristrutturare lo spazio, ma per finanziare la progettazione del suo recupero.
Da qui l’interrogativo rivolto all’amministrazione: con tutte le emergenze ancora aperte, era davvero indispensabile spendere per ospitare il Giro proprio quest’anno?
La conclusione di Maineri è una stoccata che riprende proprio l’immagine delle cinque dita alzate durante la celebrazione: “Cinque volte il Giro. Cinque dita alzate. Una mano alzata”.
E l’affondo finale: “Per contare le opere incompiute, i luoghi abbandonati e le priorità lasciate indietro, di mani ne servirebbero molte di più”.