VIAREGGIO – Cinquanta famiglie che non possono utilizzare l’acqua dei rubinetti di casa, neppure per l’igiene personale. È l’emergenza che sta interessando il quartiere Fontanini, dove le condizioni delle tubature avrebbero compromesso la qualità dell’acqua distribuita nelle abitazioni. Civicamente annuncia il proprio sostegno ai residenti e chiede al Comune e a GAIA di intervenire senza ulteriori ritardi.
A documentare la situazione sono le analisi effettuate da un laboratorio specializzato, che avrebbero evidenziato valori estremamente preoccupanti. In particolare, la concentrazione di ferro, che dovrebbe attestarsi intorno a 200, avrebbe superato quota 1.000. Risultati che, secondo quanto riferito dall’associazione, sarebbero riconducibili alla vetustà e al deterioramento delle tubature e renderebbero l’acqua inutilizzabile per gli usi alimentari e per l’igiene personale.
Per portare la vicenda all’attenzione delle istituzioni, oggi, 4 novembre, alle 16, si terrà una manifestazione nel quartiere. Nell’occasione Ilaria distribuirà 12 bottiglie d’acqua a ciascun nucleo familiare, utilizzando i fondi dell’autogestione condominiale.
Un aiuto immediato che, tuttavia, avrà un costo anche per gli stessi residenti: le risorse impiegate per acquistare l’acqua saranno infatti sottratte ai fondi destinati alla manutenzione e agli interventi negli edifici.
“È inaccettabile che siano gli stessi residenti, già alle prese con un problema così grave, a dover sostenere anche il costo dell’approvvigionamento di acqua potabile”, evidenzia Civicamente.
Nel quartiere vivono anziani, bambini, persone con disabilità e famiglie che non possono essere lasciate senza un servizio essenziale. L’associazione prende atto dell’impegno del Comune a inserire nel bilancio di previsione uno stanziamento di 200mila euro per affrontare il problema, ma sottolinea che non è possibile attendere i tempi necessari per arrivare alla soluzione definitiva senza prevedere nel frattempo misure di sostegno.
Civicamente chiama direttamente in causa GAIA, chiedendo al gestore di affrontare concretamente l’emergenza, individuare le cause e realizzare gli interventi necessari. Al Comune e all’assessore competente viene chiesto di assumere una posizione ferma nei confronti della società, pretendendo un cronoprogramma, tempi certi e azioni immediate.
Tra le proposte avanzate c’è anche quella di distribuire ai residenti tessere per le casette dell’acqua, con un plafond mensile a carico dell’amministrazione comunale. Una misura temporanea per garantire alle famiglie almeno la disponibilità di acqua potabile durante l’attesa dei lavori.
La distribuzione delle tessere, precisa Civicamente, non rappresenterebbe comunque una soluzione definitiva. Il problema delle tubature deve essere risolto alla radice, senza ulteriori rinvii.
L’associazione assicura che continuerà a stare al fianco degli abitanti del quartiere e a sostenere le loro richieste.
“Le famiglie non chiedono un favore, chiedono un diritto fondamentale: poter aprire il rubinetto di casa e avere acqua sicura. La soluzione serviva ieri, non domani”.