Di Manuel Santini
La pandemia di Covid-19 ha inevitabilmente influenzato il nostro modo di guardare alla medicina, alla prevenzione e alle vaccinazioni. Un cambiamento che, almeno in parte, si riflette anche nel rapporto con la salute dei nostri animali domestici.
La parola vaccino, per alcune persone, sembra aver perso il suo significato originario di strumento di prevenzione, diventando motivo di diffidenza e preoccupazione. Eppure, la sua storia è molto più antica di quanto si possa immaginare. Il termine deriva dal latino vacca e risale alla fine del Settecento, quando il medico inglese Edward Jenner mise a punto la prima vaccinazione contro il vaiolo umano, utilizzando materiale proveniente da lesioni di vaiolo bovino. Una scoperta destinata a cambiare profondamente la storia della medicina.
Nella pratica quotidiana, capita sempre più spesso di confrontarsi con proprietari di cani e gatti che esprimono dubbi o contrarietà nei confronti delle vaccinazioni. È proprio per questo che vale la pena fare un po’ di chiarezza, partendo da un principio fondamentale: vaccinare significa proteggere la salute del proprio animale e contribuire a quella della collettività.
In medicina veterinaria, i vaccini vengono distinti in core e non-core. I primi sono quelli considerati essenziali per proteggere tutti i cani e i gatti dalle principali malattie infettive; i secondi vengono consigliati in base al rischio individuale, alle abitudini dell’animale, all’ambiente in cui vive e alla diffusione di determinate malattie sul territorio.
Nel cane, le vaccinazioni essenziali proteggono dal cimurro, dall’epatite infettiva e dalla parvovirosi, malattie che possono avere conseguenze anche molto gravi. Nel gatto, la protezione di base riguarda tre importanti infezioni virali: la panleucopenia felina, l’herpesvirus felino e il calicivirus, responsabili di patologie che possono compromettere seriamente la salute dell’animale.
Le vaccinazioni iniziano generalmente nelle prime settimane di vita, ma il calendario non è uguale per tutti: sono necessari richiami programmati in base all’età, al tipo di vaccino e alle condizioni del singolo animale. Per questo è importante affidarsi al proprio medico veterinario, che saprà indicare il protocollo più appropriato.
Esistono poi vaccinazioni aggiuntive, da valutare caso per caso. Nel cane, per esempio, quelle contro la leptospirosi e la leishmaniosi possono essere particolarmente importanti in relazione alla diffusione delle malattie e al rischio di esposizione. Nel gatto, la vaccinazione contro il virus della leucemia felina (FeLV) può essere indicata soprattutto per gli animali giovani o per quelli che vivono a contatto con altri gatti e hanno accesso all’esterno.
Le raccomandazioni scientifiche rappresentano un riferimento fondamentale, ma la prevenzione deve sempre tenere conto della situazione specifica. Un cane che vive prevalentemente in casa e uno che frequenta regolarmente aree rurali, per esempio, possono avere esigenze differenti. Lo stesso vale per un gatto che vive esclusivamente in appartamento e uno che esce liberamente all’aperto.
Nel corso dei decenni, le vaccinazioni veterinarie hanno contribuito in modo determinante a ridurre l’incidenza di numerose malattie infettive, alcune delle quali potenzialmente letali. La prevenzione della rabbia, una malattia trasmissibile anche all’uomo e quasi sempre fatale dopo la comparsa dei sintomi, rappresenta un esempio particolarmente significativo dell’importanza della vaccinazione e della collaborazione tra veterinari, proprietari e istituzioni sanitarie.
Naturalmente, come ogni intervento medico, anche la vaccinazione può comportare effetti indesiderati. Le reazioni avverse sono possibili e devono essere conosciute e valutate, ma questo non significa che i vaccini siano da considerare pericolosi in sé. Il loro impiego si basa su studi scientifici, controlli di sicurezza e un’esperienza consolidata. Il medico veterinario è la figura di riferimento per valutare il rapporto tra benefici e possibili rischi nel singolo animale.
Vaccinare non significa seguire una moda o rispettare una formalità: significa prevenire malattie, ridurre i rischi e prendersi cura responsabilmente dei nostri compagni di vita.
Per il bene dei nostri animali e, in alcuni casi, anche della salute pubblica, è quindi importante non lasciarsi guidare dalla paura o dalle informazioni non verificate, ma rivolgersi al proprio medico veterinario, porre domande e affrontare ogni dubbio attraverso un dialogo aperto e consapevole.
La prevenzione comincia proprio da qui: dalla conoscenza, dalla fiducia e dalla responsabilità di chi sceglie di prendersi cura di un animale.
Il veterinario Manuel Santini è disponibile presso l’ambulatorio Marco Polo, a Viareggio in via Venezia 15, e contattabile al numero 3334767294