SERAVEZZA, IMU SULLA PRIMA CASA ALLO 0.4%

ettore neri seravezza SERAVEZZA. Il minimo per la prima casa, il massimo per le seconde abitazioni. E questa la scelta dell’amministrazione Neri di Seravezza.

Per le prime case si applica quindi l’aliquota minima stabilita dal Governo (0.4%), ritenuta una proprietà essenziale e non meritevole di ulteriore tassazione. Ma allo stesso tempo è risultato obbligatorio aumentare all’aliquota massima consentita (1,06%) l’aliquota sulla seconda casa.

Per quanto riguarda le agevolazioni alle fasce più deboli di popolazione l’amministrazione seravezzina ha deciso l’introduzione di nuovi scaglioni del reddito ISEE per quanto riguarda i servizi a domanda individuale (soprattutto legati alla mensa e al trasporto scolastico). La scelta più importante del 2012, in questa direzione, riguarda però l’intervento sull’addizionale comunale Irpef per la quale è stata prevista una soglia di esenzione a 14.500,00 euro di reddito e sono stati previste le seguenti tre aliquote per  scaglioni di reddito:

transper redditi Irpef fino a 15.000          0,65%

transper redditi Irpef fino a 28.000          0,75%

transper redditi Irpef sopra 28.000          0,80%.

Infine, anche per il 2012 non aumenterà la Tarsu, la tassa sui rifiuti, confermando una percentuale di copertura pari all’84% e garantendo le medesime agevolazioni tributarie del 2011, con una minore entrata per il Comune pari a 88.000 euro.

“Il Bilancio di Previsione che andiamo a presentare – dice il presidente del consiglio comunale – è un bilancio chiuso con estrema difficoltà, sia per le scelte che ha comportato, sia per la situazione economica nazionale, e internazionale, in cui si colloca. I tagli subiti dal nostro Comune ai trasferimenti statali, sia per effetto delle ultime tre  manovre del Governo Berlusconi, sia per effetto della manovra Monti, sono pari a 830.000 euro circa. In sostanza i Governi nazionali hanno tagliato in modo drammatico le risorse destinate agli Enti Locali e poi hanno affidato loro gli strumenti per recuperarle con nuove tassazioni a danno dei cittadini. Lampante è il caso dell’introduzione dell’IMU (l’imposta municipalizzata che prende il posto della vecchia ICI). Qui il Governo ha stabilito che il maggior gettito derivante dall’applicazione del tributo ad aliquota base, rispetto a quanto incassato dal comune in regime di ICI, debba essere introitato non dal Comune, ma dallo Stato: in sostanza le maggiori entrate comunali derivanti dall’Imu, rispetto alla vecchia Ici, verranno trattenute dallo Stato. Va sottolineato bene, inoltre, che andranno allo Stato anche il 50% delle entrate derivanti  dall’ IMU seconda casa”.

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