Foto Versiliatoday

VIAREGGIO. La vicenda, ormai, tiene banco da quasi sei mesi. E sembra lontana da un lieto fine. Tutt’altro: prosegue la serrata tra i sindacati e l’Azienda Multiservizi, società partecipata del Comune di Forte dei Marmi, a proposito del nuovo regolamento predisposto da A.S.So.Farm che sostituirebbe il contratto nazionale di lavoro per i dipendenti delle farmacie municipalizzate, scaduto da tre anni.

Lo scorso gennaio l’Asp di Viareggio e l’Am di Forte dei Marmi sembravano propense ad aderire alla proposta di A.S.So.Farm, ma nel frattempo nella principale città del comprensorio versiliese ci sono stati cambi di programma: “A Viareggio l’applicazione del regolamento è stata sospesa fino a giugno, ma sembra che si trovi l’accordo per prorogare la sospensione fino alla fine dell’estate”, fa sapere Giampiero Guidi della Fisascat-Cisl. “A Forte dei Marmi, invece, non siamo riusciti ad ottenere alcun ripensamento.”

I sindacati non sono rimasti a guardare: “A livello nazionale è stato indetto uno sciopero delle farmacie municipalizzate e qua in Versilia siamo andati a manifestare davanti al Comune di Forte dei Marmi”, spiega Lino Giovannelli della Filcams-Cgil. “Avevano aderito in tanti e il vicesindaco Luca Molino ci aveva ricevuti e fatto alcune promesse che, però, sono rimaste lettera morta.”

Le organizzazioni sindacali avevano già parlato di “atto gravissimo”. E Paolo Bruni, responsabile versiliese della Cgil, rafforza questo messaggio: “Il contratto è riconosciuto come fonte normativa, il regolamento è un atto unilaterale e non ha tale riconoscimento: capite bene la gravità della situazione.”

E pensare che le due farmacie municipalizzate di Forte dei Marmi – più la succursale estiva – vantano un bilancio molto positivo. “Eppure non c’è stato alcun adeguamento e riconoscimento da parte dell’azienda nell’ultimo anno, nessun premio di produzione.” Anzi: “Lavoriamo spesso nei giorni festivi, però per effetto del regolamento risultiamo sottopagati”, denuncia Franco Dami, farmacista e rappresentante sindacale aziendale. “Ed esistono diverse retribuzioni per i lavoratori a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato.”

Di fronte a un simile scenario è chiara la volontà di non rimanere fermi a guardare. Lo sciopero, però, sembra la via meno percorribile: servirebbero 10 giorni di preavviso e si parla pur sempre di servizi pubblici essenziali, che andrebbero comunque garantiti. E allora ci si potrebbe appellare ad una causa per comportamento antisindacale o ad un esposto per rendere nulli tutti gli atti di adozione del regolamento di A.S.So.Farm. Anche perché, prosegue Dami, “dal cda dell’Azienda c’è una totale chiusura e l’amministrazione comunale la sta tirando per le lunghe.” E non è tutto: i sindacati potrebbero far leva sul decreto legge 78/2010 – entrato in vigore nel maggio dello stesso anno e convertito in legge a luglio 2010 – che, abolendo i compensi per i componenti dei consigli di amministrazione delle società pubbliche, stabilisce anche che la violazione di questa norma implica un danno erariale e al contempo la nullità degli atti approvati dal cda in questione.

In questo modo, gli stipendi non dovuti ai vertici della Multiservizi potrebbero consentire ai 20 dipendenti delle farmacie comunali gestite dall’azienda di ricevere la retribuzione prevista dal contratto nazionale anziché quella applicata dal regolamento. Per la cronaca, i compensi ‘incriminati’ sono quelli del presidente Arnaldo Federigi (20.520 euro l’anno), dell’amministratore delegato Maurizio Stagetti (17.880 euro) e del consigliere Angelo Barberi (13.680 euro).

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