Chiara Romanini
(foto Alberto Macaluso)

VIAREGGIO. “La notizia del rinvio a giudizio per i 33 imputati del disastro ferroviario ci riempie di gioia e di tristezza perchè godere, in questo caso, è spiacevole. Allo stesso tempo è doveroso provare soddisfazione perchè il giudizio dibattimentale sarà l’occasione per ricostruire nel dettaglio gli avvenimenti di quella notte senza che nessuno possa sottrarsi alla giustizia ed alla verità. Nel processo penale la prova si forma nel contraddittorio delle parti ed avere la possibilità di poterla provare nei confronti di ogni singolo imputato sarà un momento doloroso ma necessario per dare giustizia alle famiglie, alla città e per evitare che, in futuro quel che ha subito Viareggio si riverberi in altri luoghi o città del nostro Paese”. Lo scrive Chiara Romanini, presidente del consiglio comunale a Viareggio, commentando la notizia del rinvio a giudizio di tutti i 33 imputati nel procedimento sulla strage di Viareggio. “Un plauso, per questo primo traguardo, va alle famiglie che, con costanza e sofferenza, hanno assistito a tutte le udienze ascoltando, talvolta, espressioni difensive molto pesanti e provocatorie, alla Procura che ha lavorato con attenzione ed estrema serietà e agli avvocati che hanno fatto un eccezionale lavoro di coordinamento e studio nonché di forte vicinanza alle famiglie, anche nei momenti peggiori. E’ un primo passo ma rappresenta un importante successo per il bisogno di giustizia e verità della nostra città”.

Ma i commenti alla decisione del Tribunale sono diversi.  “Sono molto contento che siano state accolte per intero le posizioni relative a tutte le imputazioni: dopo quattro lunghi anni, adesso sappiamo che sarà fatta giustizia. Un successo per le posizioni sostenute sia dalla Procura di Lucca, sia dalle persone offese, come i familiari delle vittime, ma anche nostre che, come Provincia, ci siamo costituiti parte civile”. A dichiararlo è il presidente della Provincia di Lucca, Stefano Baccelli. “Anche dalla decisione del Gup – prosegue Baccelli – è chiaramente emerso che questa vicenda non può essere ascritta alla fatalità e, quindi, vi è la necessità di un processo, in modo che siano attribuite le reali responsabilità”. Il presidente della Provincia si dice ottimista: “Adesso abbiamo la certezza che ci sarà il processo e che i giudici che lo celebreranno faranno chiarezza su questa tragica vicenda che ha così duramente colpito Viareggio e, con lei, tutta la provincia”.

“Accolgo con soddisfazione il rinvio a giudizio di tutti e 33 gli indagati per la strage ferroviaria di Viareggio. A quattro anni da quella tragica notte, finalmente, si iniziano a compiere passi in avanti nell’accertamento delle responsabilità a tutti i livelli”. Così la senatrice toscana di Sinistra Ecologia e Libertà, Alessia Petraglia, commenta la decisione del Gup, che, accogliendo le richieste della Procura, ha rinviato a giudizio tutti gli indagati per la tragedia del 29 giugno 2009. La decisione di oggi apre un cammino che auspico possa portare in tempi brevi a far luce su una strage ancora senza colpevoli – ha proseguito la senatrice – Dopo anni senza risposte, si arrivi presto alla verità e sia fatta giustizia: per troppo tempo le famiglie delle vittime e la città di Viareggio hanno atteso invano”.

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