VIAREGGIO. Lo scorso 26 agosto i tecnici ARPAT, a seguito di segnalazione telefonica inoltrata dalla Polizia Municipale del Comune di Viareggio per presunto sversamento di sostanze oleose nel Canale Burlamacca nel tratto prossimo alle porte vinciane (nei pressi del ponte della via Aurelia Nord), si sono recati, insieme con gli  agenti nella zona indicata per verificare quanto segnalato.

Il canale Burlamacca, come noto, è l’emissario del Lago di Massaciuccoli ed attraversa nel tratto terminale tutta la zona urbanizzata di Viareggio. Recenti cronache lo hanno visto protagonista proprio per le porte vinciane che servono, ormai da secoli, ad impedire l’ingeressione salina, causata dalle acque marine, che in passato causava lo stato di endemismo malarico della zona, mentre oggi è uno dei maggiori responsabili delle alterazioni delle biocenosi lacustri e degli effetti negativi sulla agricoltura intensiva.

Purtroppo il canale è veicolo degli scarichi abusivi che durante la stagione estiva possono condizionare anche la qualità delle acque marine destinate alla balneazione, e non solo. I recentissimi eventi hanno sollecitato l’intervento di ARPAT e del Consorzio di Bonifica che, nonostante non abbia specifiche competenze sul tale corpo idrico, non si è sottratto alla possibilità di intervenire con i mezzi a sua disposizione.

L’intervento ha impegnato fino alle 23.30 il personale dei suddetti enti e del corpo di Polizia Municipale per cercare di individuare la fonte e tipologia della sostanza estranea presente sulla superficie. Per quanto è stato possibile accertare visivamente sulla superficie delle acque del canale era presente un film biancastro-incolore, inodore e leggermente viscoso al tatto.

Date le condizioni di scarsa visibilità, dopo aver effettuato i campionameti di rito e apposto le barriere galleggianti, i tecnici dei vari enti hanno ritenuto opportuno di rinviare a successivo sopralluogo le verifiche del caso.

Nella mattina del 27 agosto, in collaborazione con il consorzio di Bonifica, personale di ARPAT ha effettuato un ulteriore sopralluogo per valutare gli interventi del caso. Nonostante non vi fosse più traccia del materiale rilevato, si mantenevano in essere le barriere galleggianti. La scomparsa del materiale faceva supporre una sua rapida solubilizzazione in acqua.

A seguito di un successivo sopralluogo del personale del Consorzio di Bonifica effettuato nella mattina del 28 agosto per l’eventuale rimozione delle barriere, veniva inviata nuova segnalazione ad ARPAT per la presenza di sostanze estranee sulla superficie del canale, a monte delle barriere galleggianti.

Ciò induceva un immediato intervento di ARPAT che accertava in questo caso presenza di sostanza oleosa, sebbene in modesta quantità ma comunque tale da non consigliare la rimozione delle barriere protettive. Evento, sia ben chiaro, completamente diverso da quello rilevato in emergenza la sera del 26 agosto. Il mantenimento delle barriere avrebbe consentito la rimozione del materiale surnatante, richiesta agli enti competenti, in attesa degli esiti analitici per la sua identificazione.

Questo secondo evento, verificatosi in un arco di tempo considerevolmente ridotto, ripropone con estrema urgenza la problematica degli sversamenti accidentali o dolosi sulle acque supetrciali dovuta a comportamenti inaccettabili da parte di soggetti che rischiano procedimenti sanzionatori. Si ripropone inoltre la problematica relativa alla eventuale rimozione di tali sostanze in tempi rapidi e con le dovute competenze. Spesso gli enti locali non sono adeguatamente organizzati per far fronte a queste emergenze e criticità ambientali, come invece avviene per altri eventi calamitosi.

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