VIAREGGIO. Il Comune di Viareggio non dovrebbe collocare le panchine firmate dall’architetto e designer Simone Micheli in Passeggiata solamente perché verrebbero donate gratuitamente: è quanto sostiene Chiara Bozzoli, consigliera comunale di Sel, in una nota. Un intervento, il suo, che segue quello della consigliera comunale di opposizione Rossella Martina, capogruppo di Viareggio Tornerà Bellissima.

“Le già famose panchine. Nei dibattiti si è letto di tutto: belle, brutte, ce le facciamo piacere, Picasso, la torre Eiffel e Viani. Per me non è questo il punto. O meglio: così lo trovo mal posto”, scrive Bozzoli. “Prima di tutto, io mi dico e mi pare di dire pure una banalità, non può essere il ‘gratis’ il parametro: ce le danno gratis, quindi ce le prendiamo e le mettiamo in passeggiata. Solo a me sembra assurdo?

“Altro aspetto, e qui pare che la mia noiosità raggiunga vette altissime: il fatto che a fare questo ‘regalo’ sia un parente del sindaco – è cugino della moglie di Betti, ndr – mi pare inopportuno. Infine, e soprattutto: chi è che stabilisce cosa va bene e cosa no per la Passeggiata?

“Questo elemento mi pare il più interessante, visto che altrimenti si cadrà sempre nel ‘anche Picasso non piaceva alla gente’. Quindi? Esiste un criterio possibile, una modalità di selezione sensata oppure è tutto casuale? Un amministratore sceglie un artista-designer-architetto a caso e spera che i decenni lo sanciscano come genio assoluto? Non mi pare una strada sensata.

“Il fatto è che in ambito culturale ci si sente tutti in grado di dire la propria, come nel calcio. Anzi: forse di più che nel calcio. Non si ritiene che serva una formazione per le professioni del bello: o si ha gusto o non lo si ha, come fosse un dono divino. In parte è sicuramente così, però il gusto è soprattutto qualcosa che gli anni di studio e di pratica di alcuni ambiti possono formare.

“Faccio un esempio autobiografico: io ho studiato storia dell’arte per quasi vent’anni, ormai. Questo vuol dire che quasi ogni giorno di questi vent’anni ho guardato sculture, dipinti e altri prodotti artistici cercando di individuarne caratteristiche, specificità del linguaggio, qualità e difetti, esattamente come un calzolaio che per vent’anni ha maneggiato scarpe o un cardiochirurgo che per vent’anni ha operato a cuore aperto. Ma allora perché nessuno si sogna di dire a un calzolaio come aggiustare le proprie scarpe o a un medico come operare un paziente mentre tutti si sentono in grado di valutare la bellezza di opere d’arte? Stessa cosa per il design e l’architettura, ovviamente: il complesso intreccio di forma e funzione che contraddistingue tutti gli oggetti d’uso e tutti gli edifici sono qualcosa che solo un architetto o un designer sono in grado di valutare in tutte le loro implicazioni.

“E allora, le nostre panchine? Negli uffici di un’amministrazione ci sono o ci dovrebbero essere professionisti in grado di gestire l’ordinaria amministrazione dell’arredo urbano di una città. La Passeggiata di Viareggio, però, non può proprio essere definita ordinaria amministrazione, data la complessità e la bellezza del contesto urbanistico di riferimento. Allora, se di decide di fare qualcosa di straordinario, io credo che si dovrebbe essere straordinari fin nelle fasi progettuali. Anzi: fin nelle fasi di selezione dei progetti.

“Un concorso di idee, per esempio, con una commissione di esperti – leggi: professionisti del settore di cui sopra – che valuta i progetti e indica eventuali modifiche, magari coinvolgendo in alcune fasi anche la popolazione in modo da evitare o attenuare l’effetto Piazza delle Paure. Perché una panchina, o un monumento, o un palazzo, apparterranno magari con il tempo anche alla storia della civiltà umana, ma si deve cercare di fare in modo che prima di tutto appartengano alla comunità che li dovrà vivere.

“Quello che proprio non posso ritenere accettabile nella scelta delle panchine, quindi, è la mancanza completa e assoluta di tutto questo: un sindaco sceglie una persona, peraltro suo parente, e questa persona spara sulla passeggiata un certo numero di panchine di forte impatto, l’una diversa dall’altra. Dov’è il progetto? Chi è che ha valutato la sua adeguatezza? Il sindaco? L’assessore ai lavori pubblici? L’assessore alla cultura? Per quel che ne so, nessuno di loro è architetto – sono tutti avvocati, già… -, ma se anche uno di loro lo fosse stato, forse non sarebbe neppure bastato: io credo che la passeggiata se lo meriti un gruppo di professionisti che siede attorno a un tavolo e cerca di decidere per il meglio.

“La torre Eiffel e il monumento ai caduti di Viani citati impropriamente in questi giorni ce li hanno avuti, per la cronaca”.

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ultimo aggiornamento: 16-04-2014


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