VIAREGGIO. Gli adepti dell’ormai ex sindaco Leonardo Betti potranno chiamarlo “uccellaccio del malaugurio”, i detrattori gli affibbieranno il soprannome di “profeta”. Scegliete voi da che parte stare per definire Maximiliano Bertoni, capogruppo del Movimento 5 Stelle: si è dimesso assieme ad altri 12 consiglieri comunali causando la caduta della giunta comunale. Un evento che lui aveva già vaticinato un anno fa ai nostri taccuini.

“L’avevo detto che il centrosinistra sarebbe durato non più di due anni. L’avevo detto perché sapevo che in Comune avrebbe trovato una situazione ingovernabile: era solo questione di tempo”. Il ‘candidato portavoce’ dei grillini mette subito in chiaro che “la maggioranza non va a casa per il dissesto finanziario, bensì perché non era più in grado di restare in piedi. E nel frattempo la città è distrutta, il Carnevale è a rischio, il turismo inesistente e la cantieristica ai minimi termini”.

Bertoni spende due parole per gli uffici tecnici e per quello della presidenza del consiglio comunale (“In municipio c’è tanta gente che si dà da fare”), per l’ex assessore al verde pubblico Giorgio Fruzza (“È stato tra i pochi ad aprirsi all’opposizione e a portare avanti istanze e progetti assieme a noi”) e per i colleghi di opposizione (“Ci hanno separato grandi differenze, però grazie al dialogo abbiamo portato avanti azione concrete”).

Inevitabile gettare già uno sguardo alle prossime elezioni amministrative, forse in calendario già per marzo: “Noi torneremo da cittadini tra i cittadini e ci candideremo alla guida di Viareggio con tante idee. Se ci sarò io? Sarà l’assemblea a decidere”.

Parole sottoscritte dal collega Alfredo Trinchese: “La città sta peggio rispetto a un anno fa e Betti non può lavarsene le mani: non mandiamo a casa nessuno, la giunta non esisteva più da tempo. Noi saremo sempre pronti a fare il bene della città”.

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