VIAREGGIO. Rendiamo pubblico (omettendo i nomi) lo scambio di email tra un nostro lettore e il dottor Luca Lunardini che cura per Versiliatoday la rubrica Da Uomo a Uomo, visto che la questione potrebbe riguardare altre persone interessate dall’argomento.

LETTERA firmata

“Gentile dottore ho letto l’articolo Dottore, ma ancora pillole per la prostata? Da uomo a uomo ed alla fine dell’articolo vi era il suo invito a scrivere per chi ne sentisse la necessità.

Ho 64 anni e soffro di IPB da molti anni, comunque sempre sotto cura di specialisti, dopo una cura di cinque mesi con avodart e xatral terminata il 30/08/2014 ho fatto urofluss e urorec per circa un mese per poi poter ripetere il psa.

Tenga presente che a febbraio avevo un psa rapporto 12.1 e psa 5.05 , l’esame del 1 ottobre dava un psa rapporto 23.32 e psa 3.43 , a marzo sono stato sottoposto a biopsia col risultato che la mia prostata al momento è affetta da ipertrofia benigna. Dal 1 ottobre l’urologo mi ha fatto prendere solo xatral per poi tra tre mesi rifare il psa ed il rapporto senza l’influenza dell’avodart.

Il problema è sorto ieri 13 novembre , alle tre di notte come al solito mi alzo per andare al bagno ma non riesco a stare in piedi e così per molte ore fino alle otto circa poi sono stato un pò meglio anche se mi sentivo barcollare, questa notte ( 14/11/2014 ) lo stesso, il mio urologo mi ha detto che mi vuole rivedere ma parla di intervento perchè lui dice che i medicinali non li reggo più,  Poichè ho paura che l’intervento sistemi la prostata e mi causi altri possibili problemi gradirei anche il suo parere in merito, se non le è di fastidio, la ringrazio ed in attesa porgo i miei cordiali saluti”.

La risposta dell’esperto, il dottor Luca Lunardini:

Gentilissimo,

una doverosa premessa che espongo sempre ad ogni mio lettore: la prego di considerare questa mia risposta un consiglio di carattere generale, certamente attento e spassionato, ma pur sempre solo un consiglio mancandomi quei reperti obiettivi che una descrizione, per accurata che sia, non potrà mai fornire sino in fondo e che solo la “visita” può fornire.
Fatta questa premessa mi sembra di capire che il problema concreto siano gli effetti collaterali dei farmaci necessari per mantenere sotto controllo la prostata stessa. In effetti quando i farmaci sono indispensabili ma non sopportati non rimane che l’opzione chirurgica. Tutt’al più potrebbe riparlarne con il Curante per valutare se vi possono essere possibilità di modificare la cura per ricercare un diverso e migliore equilibrio e, sopratutto, concordare con l’Urologo la migliore scelta chirurgica se questa divenisse obbligatoria.
Sperando di esserle stato di un qualche aiuto,
la saluto cordialmente
Dr. Luca Lunardini

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ultimo aggiornamento: 16-11-2014


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