VIAREGGIO. Giampaolo Simi vince il Premio Scerbanenco – La Stampa 2015 con Cosa Resta di noi (Sellerio), assegnato al Noir In Festival di Courmayeur.

Lo scrittore viareggino ha battuto nel rush finale gli altri quattro autori, selezionati dal pubblico della rete e dalla giuria tecnica, Grazia Varesani con Senza ragione apparente (Feltrinelli), Marcello Fois con Luce perfetta (Einaudi), Raul Montanari con Il regno degli amici (Einaudi) e Romano De Marco con Città di polvere (Feltrinelli).

Simi si è aggiudicato il premio con la seguente motivazione: “per aver messo al centro la crisi di coppia sullo sfondo della provincia italiana, raccontata con efficace crudeltà, riuscendo ad allargare i rigidi confini del genere noir, con una scrittura sorvegliata, attenta alle più nascoste motivazioni dei personaggi”.

Questa la storia di Cosa resta di noi, il noir noir ambientato in uno stabilimento della Versilia d’inverno.

Una nevicata senza precedenti, una coppia in crisi, una donna svanita nel nulla. Giornali e social media iniziano a parlare dell’impiegata quarantenne scomparsa senza lasciare una riga o un indizio. Un amore dolcissimo che diventa veleno. Un noir che graffia l’anima.

Un noir che disturba e sorprende, una tensione che sale piano come la marea. La storia di un amore che lentamente si trasforma in veleno, di un vuoto intimo che trasfigura una ragazza meravigliosa. In questo senso Cosa resta di noi fa pensare ai romanzi di Patricia Highsmith.

Guia, la protagonista, chiama morte vista al contrario la sua impossibilità di avere un figlio: una vita che non solo non inizia ma non riesce nemmeno ad essere concepita. Eppure è una ragazza nata per essere felice, di antica famiglia, scrittrice indirizzata al successo, sposata con un uomo che ama ed è pazzo di lei. Ma è in questa unione di felici che si infiltra il lutto al contrario del figlio mancato, come una crepa che si allarga e non si può fermare. Edo, il marito, il Narratore, segue le scene da questo matrimonio che si sta suicidando, nel letargo dorato degli inverni in Versilia, mentre Guia riversa in un prossimo romanzo tutta la sua disperazione e scrive di un tempo diverso da quello che stanno vivendo. Intorno le quiete banalità di coloro che «hanno tempo, soldi ed energie in surplus. Ma ad un tratto lo scenario cambia. Nella vita di Edo appare un’altra donna che però, pochi giorni dopo, svanisce nel nulla inspiegabilmente. La sua scomparsa diventa il caso del momento, segna l’irrompere di una realtà cieca e distruttiva nella crisi che Edo e Guia stanno cercando di affrontare. La lucida follia del circo mediatico divora torbidi risvolti in nome del conformismo e del pettegolezzo più morboso. Finché cosa resta di loro è soltanto l’assenza.

Giampaolo Simi, con la sua prosa capace di svariare dall’ironia alla tensione, riesce a raccontare di una specie di contagio che parte da una mancanza intima, fisica e spirituale, che si espande e diventa una trappola da cui nessuno riesce più a fuggire.

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