Il 18 settembre ricorreranno venti anni esatti dalla prima partita di Alberto Reccolani con il Viareggio. Trasferta a Pinerolo, terminò 2-2. Quel campionato di Serie D le zebre lo avrebbero vinto. Due decenni dopo il capitano appende le scarpette al chiodo, all’età di 38 anni. Si chiude una carriera colma di pagine memorabili, di trofei e pure di momenti brutti, di infortuni, di addii e di ritorni.

Se n’era andato da Viareggio nel 2000, era tornato nel 2002/03, giusto un’annata prima di fare le valigie e partire nuovamente. Troppo forte il richiamo della maglia bianconera per resisterle.

E allora, nell’estate 2006, il terzo matrimonio. Un altro campionato di Serie D in bacheca – con Aglietti allenatore -, la salvezza in C2, il ripescaggio in C1, lo spareggio con lo Paganese, maggio 2010. È di nuovo il tempo dell’addio. Poi Pistoiese, Riccione, Sulmona e Fortis Juventus in sequenza.

Nell’estate 2014 il Viareggio riparte dall’Eccellenza e Reccolani, badando alle ragioni del cuore, non a quelle del portafogli, ha sposato incondizionatamente il progetto della società. Promozione immediata in Serie D, terzo brindisi con il bianconero addosso. E poi l’ultimo campionato, il dualismo con Gorelli, l’impiego spesso col contagocce.

Alberto ha deciso di dire basta. Quella col Foligno, 1 maggio scorso, resterà la sua ultima partita con le zebre. 306 in totale, nessuno come lui.

Reccolani resterà al Viareggio, assumendo il ruolo di responsabile tecnico di settore giovanile e scuola calcio.

“Ad Alberto, esempio straordinario di attaccamento alla maglia, vanno i ringraziamenti – scrive la società per quanto ha dato alla causa bianconera e l’in bocca al lupo per il nuovo incarico conferitogli che sappiamo porterà avanti con la stessa grinta e passione che lo hanno sempre contraddistinto”.
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