Intruglia, la ricetta versiliese tra storia e tradizioni. Nuova puntata di A Spasso con Galatea, la rubrica dedicata all’arte, alla cultura, alla storia e alle tradizioni della nostra Versilia, realizzata grazie a Stefania e Tessa del blog Galatea Versilia.

Un vecchio detto culinario dice che in Toscana non si cucina, si cuoce; perché la qualità delle nostre materie prime è tale che basta la cottura ad esaltarne il sapore, e con piatti semplici si possono accontentare anche i palati più difficili.

Molto diffusa è l’Incavolata, o Intruglia per dirla proprio alla versiliese, piatto dal sapore deciso che ha come protagonisti il cavolo nero e i fagioli. Potete approfittare degli ultimi cavoli tardivi e dell’estate che stenta ad arrivare per organizzare una cena a base proprio di intruglia.

Molte le varianti, infatti quasi ogni famiglia ha la sua ricetta, e per quanto riguarda le dosi qualsiasi signora a cui chiederete la ricetta vi dirà “A occhio”; anche gli ingredienti variano perché sostanzialmente una volta i piatti si preparavano con quello che c’era. Ad esempio mentre nella famiglia Maggi di Levigliani per l’Intruglia si usavano i fagioli borlotti, in Caranna quasi tutti usavano i fagioli minuti.

Ecco la ricetta Maggi: mettete a mollo mezzo chilo di fagioli borlotti per una notte e, dopo averli cotti in abbondante acqua salata, prendetene una parte e frullatela. Versate la poltiglia ottenuta nell’acqua di cottura e fate cuocere insieme al cavolo nero, alla verza, a due coste di sedano, a due cipolle, a uno spicchio d’aglio e alle patate a pezzetti. Aggiungete la farina e fate cuocere per 30-40 minuti continuando a mescolare delicatamente.

Il trucco è fare una pentola molto abbondante così il giorno dopo potrete tagliare a fette il preparato e servirlo fritto: una delizia!

 

Estratto da: Tessa Nardini, Stefania Neri, Versilia Insolita. Quello che le guide tradizionali non dicono, Viareggio, Pezzini, 2016.

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