“Ci capita sempre più spesso di leggere dei commenti o dei comunicati in cui viene sottolineato in modo negativo ogni diritto ed ogni tipo di trattamento che viene riconosciuto ad un cittadino extracomunitario. Che si tratti di un contributo per l’affitto o di una agevolazione tariffaria. Ignorando di fatto che i cittadini extracomunitari che operano in Italia pagano comunque le tasse ed i contributi in Italia, per cui è normale che abbiano un trattamento non differenziato rispetto ai cittadini Italiani”. Lo afferma Daouda Ndoye rappresentante sindacale della Filcams Cgil e responsabile per la categoria delle politiche dei migranti.

“Faccio presente inoltre che il fatto che spesso nelle graduatorie dei bisognosi ci siano molti migranti fa capire quanto sia difficile per chi è migrante arrivare pur lavorando, spesso in condizioni difficili, ad un reddito significativo. Negli appalti e nel turismo lavorano molti cittadini migranti che se perdono il lavoro vedono messo in discussione il diritto al soggiorno, e essendo quasi tutti in affitto anche la possibilità di dormire in una casa.

“Questo clima, che inasprisce le differenze ed è amplificato da campagne mediatiche, è figlio della crisi economica e delle difficoltà della società attuale, non propone soluzioni né analizza le cause dei problemi, bensì esacerba gli animi, generando una guerra tra poveri e aumentando le condizioni di odio tra diversi, come se la soluzione dei bisogni di qualcuno stia nel non risolvere i bisogni di altri.

“La cosa che ci stupisce di più è che questi commenti che inducono alla separazione, all’odio razziale e che contrastano ogni logica di integrazione provengono da personaggi politici che proprio per quello che dovrebbe essere la ‘politica’, cioè la scienza che tutela il bene della Polis, cioè della cittadinanza.

“Recentemente abbiamo trovato atteggiamenti di questo genere sia in una graduatoria che Santi Guerrieri pubblica sul suo profilo colorando i cittadini migranti, ma non ci sono piaciute alcune uscite di Del Ghingaro sull’accoglienza, e di Mallegni che con una sorta di filo spinato vuole impedire l’ombra a chi per pochi euro cerca di vendere qualche ciabatta ai ricchi turisti che ospitano nelle tende negli ombrelloni la riviera versiliese.

“Più che una guerra tra razze è una guerra ai poveri, praticata dicendo i migranti tolgono lavoro, risorse ai poveri italiano, non affrontando e volendo risolvere la piaga della povertà e della giustizia sociale, ma proponendo un modello esclusivo, proprio nel senso che mira ad escludere.

“Come sindacato, la Filcams Cgil di Lucca pensa che tutti i lavoratori ed i cittadini abbiano i soliti diritti, che la razza sia unica, la razza umana, e che il problema da risolvere non sia garantire a qualcuno dei diritti, ma garantire a tutti diritti e tutele creando le condizioni per rimuovere barriere e privilegi”.

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Daouda Ndoye filcams cgil migranti

ultimo aggiornamento: 17-07-2016


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