piazza carducci seravezza

Stop al gioco del pallone nelle piazze pubbliche e ad uso pubblico del Comune di Seravezza. Lo ha deciso ieri mattina il sindaco Riccardo Tarabella revocando una precedente ordinanza comunale che, in deroga a quanto disposto dal Regolamento di Polizia Urbana, consentiva il gioco – in determinati orari e solo ai ragazzi fino a 11 anni di età – nelle due aree pedonali di piazza Carducci, nel capoluogo. Deroga non più valida a partire da ieri al fine “di evitare in assoluto il pericolo di danni a persone e cose”, come si legge nel nuovo provvedimento. Negli ultimi mesi, infatti, il gioco del pallone ha alimentato continue e forti lamentele da parte di numerosi cittadini che hanno segnalato a più riprese “danni al patrimonio pubblico e privato, nonché il pericolo di danni a persone, come recentemente verificatosi in piazza Pertini a Querceta”.

«Ho ponderato a lungo questa decisione, osservando nell’arco di diversi mesi ciò che quotidianamente si è verificato in alcune piazze del Comune», spiega il primo cittadino. «In tutto questo periodo le lagnanze sono state continue e motivate ed è emerso un quadro di scarso, se non nullo, rispetto degli spazi e dei beni pubblici. Purtroppo abbiamo dovuto registrare in piazza Carducci anche atti di prepotenza e di spregio verso i monumenti e gli arredi che hanno fatto pensare ad una sorta di disabitudine al rispetto delle regole. La cosa mi ha colpito e andava stigmatizzata con un provvedimento dal valore anche educativo. Oltre a ciò è emerso inoltre che le limitazioni imposte della precedenza ordinanza sono state puntualmente disattese. In un’ottica di vivibilità e di pubblico godimento delle piazze e perseguendo un’idea di ulteriore valorizzazione di queste aree pubbliche – mi riferisco in particolare a piazza Carducci a Seravezza e a piazza Pertini a Querceta – è stato quindi necessario prendere questo provvedimento. Ad esso, come accennato, seguiranno iniziative tese a valorizzare i luoghi, affinché diventino sempre più accoglienti e vivibili da parte di tutti i cittadini ed assumano quella funzione attrattiva che gioverà anche alle attività economiche delle rispettive zone».

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