Guido Del Monte prosegue il suo progetto editoriale “Maison Nouvelle Vague” con la pubblicazione del romanzo “Souvenir” dal 15 Marzo in libreria. Nell’intervista ci racconta l’esperienza di questo suo ultimo lavoro.

Come definiresti la tua ultima opera “Souvenir?”

Definirei “Souvenir” un dittico di terra e di mare.

L’opera è infatti divisa in due tempi e un intervallo caratterizzati da ambientazioni diverse, terrestre il primo, marino il secondo: che rapporto c’è tra il “set” e la trama?

L’opera è un film in due tempi caratterizzata dal movimento ma sia “in terra” che “in mare” incontra sempre la stessa atmosfera provinciale, ancora più intensa dove meno te l’aspetti, cioè al mare.

L’intervallo è un omaggio al cinema e propone un documentario che nei cinedocumentari classici era posto all’inizio come ad esempio nei cinegiornali. È un omaggio a Rohmer che ha iniziato l’attività proprio con la visione documentaristica dello sviluppo urbano di Parigi, cogliendo il lato antropologico nel raccontare le persone all’interno della società. Penso a “La vita agra” e ai docufilm appendici di città con storie minime.

Francesca, la protagonista, è un personaggio coinvolgente, di spessore e a suo modo “rivoluzionario” nel tentativo di capovolgere gli schemi in ambito lavorativo e sessuale, una tematica che accomuna il tuo precedente lavoro “Le protagoniste”: qual è la novità di “Souvenir”?

Innanzitutto la struttura perché “Souvenir” è un lungometraggio, non un mediometraggio. Lo sviluppo del personaggio segue il movimento dalla città, Lucca, alla costa in Versilia. Francesca a differenza de “le protagoniste” vive alla luce del sole il suo modo di essere, chiaramente disposta a pagare personalmente il conseguente prezzo di tale scelta.

Quanto di te c’è in lei?

Come disse De Andrè “è la mia Bocca di Rosa”, ossia è il personaggio in cui mi rifletto di più. È l’archetipo della rivolta necessaria: non va contro niente e vuole essere solo se stessa. È dedicato a tutte le donne che sanno più di tutti quanto costa vivere sotto la luce del sole.

Il souvenir è una boule de neige. Cosa rappresenta?

Nel romanzo ci sono tanti souvenir, l’elemento del ricordo è ricorrente. La palla di neve rappresenta la vita di provincia dove una tempesta di neve può scuoterla per un momento ma poi tutto torna come prima.

In cosa consiste il “nuovo tributo a Rohmer” dichiarato sulla copertina?

Con questo lavoro concludo il lavoro de “Le protagoniste”. È un omaggio alle presenze femminili della nouvelle vague, un approccio documentaristico ossia di narrazione orizzontale ai fatti della della vita quotidiana. Anche nelle collocazioni geografiche che diventano trame stesse ho voluto omaggiare il regista francese, così come l’atteggiamento autoriale che cerco di riproporre in “Souvenir” e che per lui era incarnato dalla 16mm.

L’approccio filmico di “Souvenir” serve per vedere se la storia sta in piedi da sola: al montaggio filmico corrisponde un montaggio narrativo, io scrivo perseguendo tutte le fasi di realizzazione di un film cioè soggetto, trattamento, sceneggiatura.

Manterrai questo approccio come cifra autoriale nei prossimi lavori?

Sì, manterrò la posizione dell’autore che non vuole intervenire ma lasciar parlare i personaggi.

La copertina a cosa si ispira?

È un omaggio a Emanuele Taglietti e allo stile dei suoi manifesti anni ’70, periodo di maturità della nouvelle vague.

Nelle tue storie protagonista è la provincia con i suoi limiti e i suoi modi di essere e apparire, cosa pensi possa portare la scrittura a questa visione?

Accettare noi stessi permette anche di accettare il contesto: si impara a goderlo anche con tutti i suoi limiti. Inoltre c’è una bellezza nella provincia che genera fascino: la provincia è bella proprio per i limiti, le piccole rivoluzioni quotidiane, l’immobilismo in cui tutto ritorna.

A quando la presentazione ai lettori di “Souvenir”?

Il 5 Aprile a Villa Argentina ore 17,30 nell’ambito e col sostegno di LuccaFilmFestival, un traguardo che mi lusinga: per me è una presentazione che vale come la proiezione di un film fuori concorso.

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guido del monte il piacere dei libri

ultimo aggiornamento: 22-03-2017


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