Patricia Nell Warren, La corsa di Billy

Patricia Nell Warren, La corsa di Billy [recensione]

La corsa e l’amore per i diritti fondamentali

Io vado a letto solo con le persone che amo”

In America lo sport è sempre stato fondamentale anche come disciplina scolastica. Le Università da sempre sono dei vivai di fuoriclasse statunitensi soprattutto per certi sport che hanno portato medaglie e record all’America. Questo valeva anche negli anni ’70, il periodo in cui si svolge l’intenso romanzo di Patricia Nell Warren. Protagonista è Harlan, un allenatore di corsa campestre, ex campione che ha rinunciato alla propria carriera agonistica per la sua omosessualità condannata e demonizzata nel macho mondo atletico a stelle a e a strisce di quegli anni. L’autrice descrive, narrando in prima persona, il percorso del protagonista che si ritrova a affermare la sua sessualità dopo aver messo su famiglia e essersi affermato nel mondo sportivo. A caro prezzo paga la sua scelta di autenticità scegliendo alternative lavorative molto drastiche. Alla vigilia delle Olimpiadi di Montreal è un affermato allenatore in un piccolo college di New York. La sua precaria quiete è interrotta dall’arrivo di tre studenti cacciati per omosessualità dalla propria università. Tra questi c’è Billy, figlio di un avvocato omosessuale che sta combattendo nei tribunali la battaglia legale contro le discriminazioni sessuali. Corre così la trama sul doppio binario tra la preparazione atletica di Billy e lo sviluppo della sua relazione con Harlan sullo sfondo di un’America puritana alla prova, dopo la legge sull’aborto, su un’altra grande questione aperta, quella omosessuale e un’umanità in preda al terrore pre Olimpico dopo gli avvenimenti di Monaco. La storia, caratterizzata da un ottimo ritmo narrativo, assume nello sprint finale un’ulteriore rapidità e complessità che condurrà a un epilogo “forte” e per alcuni aspetti spiazzante.

Grande è l’abilità narrativa della Warren: la scelta della prima persona è vincente, capace di coinvolgere e dare un tono profondo, sensibile e al tempo stesso asciutto alle vicende spesso drammatiche narrate. Prezioso e fondamentale è il punto di vista che offre: tutta la vicenda, le relazioni, le paure, l’eros, il contesto storico e politico scorrono con gli occhi di chi ha scelto sessualmente la sua strada. La scrittrice ci descrive il desiderio tra persone dello stesso sesso con grande rispetto, autenticità, senza retorica né giudizio, donandoci una trama che sa di vero e che offre al lettore l’opportunità di guardare da dentro un mondo che per molti aspetti è ancora oggi tabù. Il romanzo è veramente un capolavoro da ogni punto di vista e merita di essere letto: il mondo dello sport, il mondo dei diritti, il mondo dell’amore condensato in un’opera profonda, scorrevole che resta addosso.

Ho impressione che sappia già quale gara lo aspetta. Sa che dovrà mettercela tutta per restare in testa, per correre libero”

L’autrice – biografia

Patricia Nell Warren (Montana, 1936) è una scrittrice impegnata in romanzi intrisi di battaglie sociali per l’affermazione e la tutela dei diritti fondamentali, dall’orientamento sessuale all’aborto. “La corsa di Billy”, pubblicato nel 1974, è nato dopo che la stessa scrittrice si era impegnata in una piccola grande battaglia inerente la partecipazione delle donne alle gare di resistenza per cui finalmente dal 1971, ad esempio, anche le donne potevano partecipare alla maratona di New York. “La corsa di Billy” è ancora oggi un romanzo tradotto e diffuso in tutto il mondo.

La recensione di questo libro è stata offerta dalla libreria La Vela di Viareggio.

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