Noi del Forte e il suo candidato sindaco Bruno Murzi attaccano duramente il Vicesindaco e candidato Sindaco alle prossime amministrative, Michele Molino, sul piano strutturale: “Dopo un frettoloso consiglio comunale, l’ultimo utile prima della sospensione elettorale e dopo un altro mese, il piano è stato pubblicato all’albo pretorio del Comune. Questo nonostante la legge preveda che la delibera di approvazione con i relativi allegati debbano essere messi a disposizione dei cittadini “prima” dell’adozione da parte del Consiglio Comunale. Una inadempienza sulla quale presenteremo una formale richiesta di chiarimenti alla Regione Toscana”.

“Ci saremmo aspettati – afferma la lista civica Noi del Forte –  che Molino, messo finalmente alla prova dei fatti, traducesse in azioni concrete quelle idee che, a parole, andava ripetendo da anni: meno cemento, valorizzazione ambientale del territorio, più attenzione ai bisogni dei cittadini, più incentivi per garantire l’innovazione e lo sviluppo del nostro patrimonio turistico-alberghiero, più tutela del nostro patrimonio edilizio storico. Purtroppo alle buone intenzioni non troviamo riscontro nei documenti che Molino ha messo all’attenzione dei cittadini del Forte”.

Il nuovo piano strutturale infatti non solo ha svincolato parecchi immobili sottoposti a tutela, ma prevede anche la possibilità del frazionamento immobiliare (una eventualità che prima era consentita ai residenti e solo se finalizzato alla prima casa).

Sugli alberghi, oltre a cancellare dalla cartografia il vincolo su alcuni alberghi esistenti, ripropone il cambio d’uso, tra l’altro peggiorando la vecchia normativa, perché in alcuni casi la dismissione sarà ammessa a prescindere dalla destinazione originaria, dalle dimensioni e, oltretutto, senza prevedere (come avveniva prima) il pagamento di extraoneri, il tutto anche a Roma Imperiale.

Se guardiamo poi ai numeri che il piano prevede per le nuove costruzioni – proseguono, analizzando il piano strutturale –  non possiamo che dirci seriamente allarmati per i possibili scenari futuri che, se confermati, apriranno una nuova fase di cementificazione su tutto il territorio, compresa Roma Imperiale e altre aree ritenute, fino ad oggi, intangibili in quanto di elevato valore ambientale (quali l’ex polverificio e le aree lungo il Fiume Versilia). È prevista la demolizione della scuola U. Guidi e la ricostruzione con un progetto pubblico-privato attraverso la perequazione (nuove ville!!). Nelle zone verdi lungo il Fiume Versilia potranno essere realizzate infrastrutture per lo svago e nuovi alberghi. Sparisce dalle invarianti strutturali l’area di tutela posta tra il fosso Scialo e la Via di Scorrimento.

Un’amara e preoccupante conclusione arriva da Noi del Forte: “Se prima a Molino sembravano troppi 75 mila mc di nuovo cemento, nel nuovo piano strutturale si arriva a 180 mila mc!. Bravo Molino! Veramente un bel piano anti cemento! Il tutto giustificato dal fatto che, pur essendo il Comune in presenza di un calo demografico (la popolazione residenziale dovrebbe scendere, tra dieci anni, a 6.670 abitanti e, quindi, un fabbisogno pari a zero), con una discutibile operazione statistica è previsto un aumento di 3.620 cittadini stranieri a cui bisogna garantire una casa!”.

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