“Desta davvero stupore – ma non e’ la prima volta che capita – il fatto che l’ambulante del Bangladesh, arrestato a Viareggio per aver abbassato il costume del bambino di cinque anni davanti agli occhi dei genitori, sia stato rimesso in libertà dopo la convalida dell’arresto”.
Lo scrive Massimiliano Baldini, capogruppo del Movimento dei Cittadini per Viareggio e Torre del Lago in merito al brutto episodio, avvenuto ieri (mercoledì 9 agosto) a Lido di Camaiore, dove un bambino è stato vittima di molestie da parte di un ambulante.
“Infatti, se i presupposti dell’arresto sono stati riconosciuti da parte del giudicante non si comprende come la gravita’ del reato e l’allarme sociale che desta, non faccia propendere per l’applicazione di una misura cautelare restrittiva in carcere.
Viene da pensare che si ritenga non sussistere il pericolo della reteirazione del reato.
Certo e’, come andiamo dicendo da tempo, che c’e’ bisogno di intervenire sulle norme del codice di procedura penale in quanto non e’ moralmente e giuridicamente accettabile che prima si arresti una persona in quanto denunciata per esser stata colta in flagrante nell’ avvicinare un bambino e nell’abbassargli il costume, il provvedimento di arresto sia convalidato sussistendone i presupposti formali e sostanziali, ma poi lo si rimetta in liberta’ malgrado il gravissimo livello di allarme sociale che desta quanto ha compiuto.
In questi casi, la discrezionalita’ che viene lasciata al giudicante nel valutare la sussistenza dei presupposti per l’applicazione della misura cautelare e’ eccessiva.
Non e’ possibile che – come previsto – possa essere di nuovo totalmente libero dopo 48 ore.
La norma processuale, di fronte a tali reati, dovrebbe prevedere un approfondimento maggiore prima della liberazione o quanto meno l’obbligo, seppur in ipotesi di non totale chiarezza ictu oculi della fattispecie, di altra misura cautelare piu’ blanda.
Addirittura odioso sarebbe scoprire che un tale lassismo generalizzato fosse dovuto alla sovrabbondanza della popolazione carceraria.
Anche perche’ torneremmo sul solito tema degli extracomunitari che, come e’ noto, rappresentano buona parte di quella stessa popolazione carceraria”.

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