e’ come credere alle favole
jacopo allegrucci

 

 E’ la notizia la protagonista della costruzione. Come un grande pifferaio magico attrae il popolo suonando suadenti sinfonie, facendogli credere quello che vuole. E mentre la moltitudine di topi rimane incantata, i veri poteri forti (il clero, la giustizia, le multinazionali), padroni dell’informazione, si nascondono tra torri di fogli di carta, dirigendo lo spettacolo.

Notizie flash al telegiornale, titoli di testa dei quotidiani e post su Internet sono lo specchio dell’informazione, di una verità che ci viene suonata dai media come un credo. L’informazione che viene manipolata dai poteri forti a proprio piacimento oscura lo scomodo e quello che ne resta fa la notizia. Crederci “è come credere alle favole”.

aspettando godot
alessandro avanzini

L’attesa è la protagonista della costruzione che si ispira all’opera di Samuele Beckett. Al centro del carro la figura di un gigantesco clochard, mentre l’albero sul proscenio è il testimone della vita vissuta; i simboli della luna e del sole rappresentano la circolarità del tempo. E’ un’allegoria sui nostri tempi in cui si vive nella speranza vana di quel cambiamento tanto atteso, ma che non arriva mai.

Liberamente ispirato all’opera “Aspettando Godot” di Samuele Beckett. Tema dominante: l’attesa. La figura principale si ispira, come nella piece teatrale, ad un clochard che vaghi accenni clowneschi. L’albero spoglio emerge come elemento scenografico e drammaturgico: nella piece segna il luogo dove i personaggi Estragone e Vladimiro si rincontrano quotidianamente. Appesi ai rami vestiti di vario genere testimoni della vita vissuta; una luna ed un sole indicano la circolarità del tempo. Il libro posto sul retro celebra il grande lavoro drammaturgico di Beckett. La prima di copertina ritrae l’autore, la quarta riporta un breve dialogo tra Estragone e Vladimiro sulla loro condizione esistenziale.

ozio, vizio e vitalizio
fratelli bonetti

Abbondanza, lusso e spreco di denaro in uno speciale spettacolo di burlesque. Solo che i protagonisti non sono suadenti ballerine, ma quei parlamentari di ieri e di oggi che si godono lauti vitalizi, pagati dai contribuenti. E così immersi nella vasca piena di denaro, nuotano e si divertono Razzi, Berlusconi e Cicciolina, impegnati più a giocare che a occuparsi dei problemi degli italiani.

“Ozio, vizio e vitalizio”, uno spettacolo in stile cabaret, ironico e trasgressivo che mette in evidenza lo spreco di denaro pubblico ed il tanto menzionato signor vitalizio. Un esercito, quello del privilegio più odiato ed invidiato dagli italiani, che conta più di 2.000 ex parlamentari, senza considerare quelli garantiti ad ex consiglieri regionali, per una cifra di 400 milioni di euro all’anno. Si parla di quelli che avevano acquisito il diritto fino al 2011. Dal 2012 sono stati aboliti i vecchi vitalizi, sostituiti con una pensione, basata su calcolo contributivo. Immersi in una grande vasca, che evoca quella del burlesque, piena di denaro, i nostri protagonisti oziano e si divertono in giochi erotici. Ilona Staller rappresenta tutti quelli che con una sola Legislatura hanno ottenuto il vitalizio e nuda si lascia accarezzare dal vizio. Berlusconi, nonostante gli sia stato tolto il vitalizio, cosa che a lui non fa differenza, rappresenta il vizio: versa monete e banconote da un’anfora sul corpo di Ilona. Antonio Razzi rappresenta per eccellenza coloro che occupano la poltrona per comodità; sembra, in apparenza, che vada a baciare le gambe di Ilona, invece “sbava” dietro il denaro che Silvio versa. Uno spettacolo dove l’abbondanza e lusso fanno da padroni, in cui vedremo drag queen, pagliacci, ballerini ed altri personaggi del mondo del cabaret che si esibiranno per uno spettacolo unico.

no tu no
fratelli breschi

 

Il carro vuole raccontare le quotidiane difficoltà di chi deve lottare contro le barriere architettoniche, uno dei problemi irrisolti del nostro Paese. Al centro della costruzione il percorso del grande Pulcinella sulla sedia a rotelle è ostruito da cartelli e limiti. Ma riuscirà la maschera della Commedia dell’arte, simbolo della lotta alle malefatte, ma con sorriso e ironia, a superare ogni barriera? 

Le leggi e la Carta Costituzionale ne impongono l’eliminazione, il Governo promette di stanziare i fondi necessari per risolvere il problema, ma l’abbattimento delle barriere architettoniche viene sistematicamente ignorato dalle varie amministrazioni e il nostro Paese, ancora una volta, si distingue negativamente rispetto agli altri Stati dell’Unione Europea. L’ingiustificato menefreghismo delle Istituzioni costringe le molte persone con disabilità permanente o temporanea all’emarginazione sociale, civile e lavorativa e tutti coloro che sono costretti a muoversi in carrozzina continuano ad essere considerati diversi dagli altri e discriminati dalla società. Abbiamo scelto la spensierata allegria di Pulcinella, l’ironica maschera della Commedia dell’Arte, poiché incarna la volontà di lottare, ma sempre con il sorriso sulle labbra, contro le ingiustizie sociali. Pulcinella esprime la stessa vitalità con la quale le persone diversamente abili lottano ogni giorno per opporsi ad insormontabili barriere ed umilianti “No tu no”.

papaveri rossi
fratelli cinquini

La guerra può avere tante maschere, ma una sola faccia: la morte. Sono passati cento anni dalla guerra più atroce e sanguinosa combattuta dall’uomo, ma ancora i Papaveri Rossi – simboli dei caduti di tutte le guerre – sbocciano sui campi di battaglia.

Il Papavero Rosso simboleggia i caduti di tutte le guerre, in quello stupido ed assurdo gioco che è la guerra. L’origine si deve ad una poesia del Tenente colonnello John Alexander McCrae, poeta, medico, militare canadese, che scrisse la famosa poesia “Nei campi delle Fiandre”

Sui campi delle Fiandre spuntano i papaveri
tra le croci, fila dopo fila,
che ci segnano il posto; e nel cielo
le allodole, cantando ancora con coraggio,
volano appena udite tra i cannoni, sotto.
Noi siamo i Morti. Pochi giorni fa
eravamo vivi, sentivamo l’alba, vedevamo
risplendere il tramonto, amanti e amati.
Ma adesso giacciamo sui campi delle Fiandre.
Riprendete voi la lotta col nemico:
a voi passiamo la torcia, con le nostre
mani cadenti, e sian le vostre a tenerla alta.
e se non ci ricorderete, noi che moriamo,
non dormiremo anche se i papaveri
cresceranno sui campi di Fiandra.

la pace di cristallo
fabrizio galli

  

Ogni giorno parte un missile. La pace nel mondo è sempre più in pericolo. L’esercito della morte cresce a vista d’occhio, nazionalismi, frontiere chiuse e corsa agli armamenti sono ormai la testimonianza di un cambiamento che mai avremmo voluto vedere. La colomba fragile e trasparente è vicina al puto di rottura. Sdraiata sopra un fungo atomico, si dibatte ormai stremata, resistendo agli attacchi dei “grandi” della Terra.

Donald Trump le ha spezzato il ramoscello d’ulivo, Putin e Xi Jimping la tengono incatenata per le zampe. Sopra di lei Kim Joung-Un è pronto a darle il colpo di grazia, un colpo al petto con una testata nucleare. A terra, sopra il trono di bombe, l’Imperatrice dei morti se la ride: Hiroshima e Nagasaki non sono servite a niente.

 

proxima ventura
lebigre roger

Dopo aver costruito una barca volante denominata la “Ventura”, domato le creature post atomiche frutto di vecchi incroci transgenici (come i Camillosauri e gli uccelli avionici), i nostri viaggiatori, un gruppo di coraggiosi utopistici, caricano mezzi di fortuna con tutto ciò che servirà per una traversata senza bussola alla volta di un nuovo pianeta abitabile dove costruire un futuro migliore. PROXIMA VENTURA è il titolo della storia che racconta di un viaggio alla ricerca del nuovo pianeta Proxima B, un modello/luogo dove ritrovare la propria umanità guidati dallo spirito idealista di Don Chisciotte.

Cap 1: la partenza

“Il nostro ideale è il sogno, l’essere umano idealista e romantico determinato a non accettare i limiti della realtà e pronto a marciare nonostante le avversità verso un nuovo mondo possibile. Così siamo noi, così faremo noi

Dal diario di bordo della “Ventura”

Questo è il primo capitolo dell’avventura che porterà nel Corso Mascherato una carovana avveniristica alla continua ricerca di un futuro migliore, da raggiungere uniti fianco a fianco. Rev: Questo è il primo capitolo di un’avventura che nel 2018 porterà nel Corso Mascherato una carovana avveniristica composta da singolari personaggi alla continua ricerca di un futuro migliore. Un futuro da scoprire e realizzare insieme, anno di arrivo: 2020. Un viaggio fantastico che si districa attraverso i deserti cerebrali, le biforcazioni della storia, le miserie quotidiane e l’impoverimento delle coscienze, per dirigersi là dove nasce l’umanità. Un inno alle marce passate, presenti e future, in una sgangherata ma motivatissima transumanza, dedicata a tutti quelli che dei Sogni hanno fatto, fanno e faranno ancora una realtà per tutti.

fumo negli occhi
carlo lombardi

 

Il fumo è tra i principali problemi della salute a livello mondiale ed è un tema che necessita di campagne continue di sensibilizzazione per responsabilizzare i fumatori alla cura della propria salute e quella di chi gli sta vicino. Il monito è chiaro e diretto in particolar modo ai giovani: non bruciate il vostro futuro, ma accendere il vostro benessere.

Il grande scheletro, seduto su di un posacenere ricolmo di mozziconi di sigaretta, è la figura centrale del carro di prima categoria “Fumo negli occhi” ed è il simbolo della dipendenza e della sottomissione umana che, pur ridotto a scheletro e bruciacchiato dai mozziconi, continua la sua classica gestualità nel fumare una bionda, aspirando compiaciuto il fumo del suo tabacco. Diviene inoltre un monito per riflettere sui gravi problemi che derivano dal fumo. Le canne dell’organo retrostante la figura centrale sono le grandi multinazionali che producono e raffinano tabacco in virtù di incalcolabili interessi economici. Dietro le sigarette c’è un’economia da capogiro che ha il potere di influenzare scelte economiche e politiche. Il messaggio che si vuole esprimere è un invito alle future generazioni a non bruciare il proprio futuro, ma ad accendere il proprio benessere.

in un mondo che… progioniero e’
roberto vannucci

 

Da un lato l’esagerata spensieratezza, dall’altro il dramma di chi viene privato della libertà nei regimi dittatoriali. La repressione e l’inconsapevole allegria: due facce di una stessa umanità che in realtà è schiava degli ingranaggi del potere, del fanatismo religioso e dell’economia mondiale. La costruzione con la forza dell’impatto vuole scuotere le coscienze e far aprire gli occhi a chi crede di essere libero ma è sempre più prigioniero del proprio vivere.

Ancora oggi in varie parti del mondo la libertà di pensiero e la libertà di parola, che sono diritti fondamentali sanciti dalla Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo, non sono garantiti, anzi, nei regimi autoritari esse vengono puntualmente calpestati. Il perché è facilmente intuibile: parlare vuol dire anche criticare, denunciare e opporsi, tutte cose che i regimi dittatoriali, militari o fortemente autoritari devono assolutamente reprimere per rimanere al potere. In molti Paesi del mondo, la libera espressione del proprio dissenso provoca la reazione violenta e intimidatoria dell’autorità governativa, che arresta e mette a tacere i presunti sovversivi con torture disumane e atroci, impensabili ai giorni nostri. Milioni di esseri umani si divertono e sono liberi e soprattutto sono trascinati da questa società basata principalmente su fattori economici e materiali che però tengono in qualche modo prigioniera l’umanità. I sentimenti lasciano il posto al denaro ed il valore della vita è tristemente diminuito dal potere economico, nono curanti del fatto che altri esseri umani non possono avere lo stesso diritto alla vita, non possono avere la libertà di pensiero politico, religioso, ma anche sessuale. La costruzione vuole mettere in evidenza questo tema che continua a privare idee e sentimenti di molti esseri umani, dimenticati dal mondo, ricordando che la difesa della libertà e la ricerca della verità diventano ragione di vita.

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