desilva divorziare con stile

“Lo so, l’avevo capito dall’assenza del suo sguardo, che era rapita dal mio discorso. È buffo: quando qualcuno è preso dalle tue parole si distrae. Perché in quel momento, anche ti ha difronte, t’immagina. Costruisce una visione di te. In un certo senso ti smaterializza. La distrazione è un tipo di concentrazione, alla fine”.

Vincenzo Malinconico, personaggio amato e di successo creato dalla penna di De Silva, torna con un delicato di divorzio su richiesta dell’affascinante e sensuale Veronica Starace Tarallo. La causa legale è solo un pretesto narrativo per aprire scorci sull’universo dell’avvocato napoletano Malinconico, avvocato dalle cause perse, costellato da una famiglia molto variegata, amici e compagni di classe che si ritrovano per una cena dagli esiti inattesi. Nel suo studio loft in stile Ikea, l’avvocato accompagna il lettore lungo il viaggio dei suoi pensieri, nelle conversazioni filosofiche con se stesso e nella moltitudine di battute dal ritmo incalzante.

Se l’humor fa da padrone nel testo di De Silva, l’autoironia diviene proprio il filo conduttore del testo: nella narrazione dell’autore si fa strumento pungente configurandosi come punto di vista privilegiato sulle piccole e grandi questioni quotidiane affrontate da Malinconico per rendersi poi antidoto naturale contro le avversità dell’esistenza con distacco e saggezza.

Le battaglie di Malinconico non sono solo quelle combattute in tribunale: sono lotte quotidiane in cui tra le sconfitte emerge in modo assoluto la fedeltà a se stessi.

Il filo dell’ironia è ciò che serve al protagonista per capire davvero come la pensa, per incontrare se stesso lungo il rumore dell’esistenza complessa dell’umanità contemporanea.

Infatti “Divorziare con stile” si configura come una vera e propria commedia all’italiana, dove amarezza, equivoci e vitalità si alternano regalando al lettore una piacevole lettura. Attraverso le vicende di Malinconico si susseguono anche viaggi su alcuni aspetti sociali attuali: il cambiamento di ruolo dell’amante nella società italiana dagli anni ’70 ad oggi, l’influenza dei social network nella vita di coppia, il tradimento e la trasgressione virtuale. Spesso Malinconico esce sconfitto dai confronti che sostiene, andando a incarnare con spirito brillante e comunque vincente il maschio italiano sui 50 pervaso da un senso costante di precarietà lavorativa e relazionale.

Una narrazione scorrevole che è anche piacere di leggere capace di proporre sguardi nuovi su certe realtà.

L’autore

Diego de Silva (Napoli, 1964) ha pubblicato per Einaudi , Mia suocera beve (2010), Sono contrario alle emozioni (2011), Mancarsi (2013), Terapia di coppia per amanti (2015). Collabora con “Il Mattino” e scrive anche sceneggiature per il cinema.

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