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Marco Paolicchi nuovo responsabile delle cooperative sociali di Legacoop Toscana

È Marco Paolicchi il nuovo responsabile delle cooperative sociali di Legacoop Toscana. È quanto è emerso dall’Assemblea regionale del settore che si è svolta il 6 novembre a Firenze all’Educatorio del Fuligno. Pratese, classe 1972, laureato in Lettere e filosofia e con un master in Imprenditoria sociale e e-governance locale, Paolicchi è socio fondatore e presidente dal 1998 della cooperativa sociale Pane&Rose di Prato. Va a rivestire il ruolo fino a oggi ricoperto da Eleonora Vanni, vicepresidente nazionale di Legacoopsociali e candidata alla presidenza nazionale (il Congresso nazionale di Legacoopsociali si svolgerà a Roma il 15 e 16 novembre).

Nel corso dell’iniziativa del 6 novembre, intitolata “Laboratorio Welfare: i nuovi bisogni e la riforma del Terzo Settore”, esponenti della cooperazione e rappresentanti istituzionali si sono confrontati sulle principali sfide che attendono il welfare toscano e sull’impatto delle recenti riforme legislative, a partire da quella del Terzo Settore e dell’impresa sociale.

“Le nostre cooperative hanno saputo reggere agli anni della crisi, crescendo per valore di produzione e riuscendo, nel complesso, a reggere l’impatto della drastica diminuzione delle risorse: a volte ristrutturando l’organizzazione, ma più spesso mettendo a disposizione della difesa dell’occupazione e dei servizi risorse proprie – afferma il nuovo responsabile delle cooperative sociali di Legacoop Toscana Marco Paolicchi I dati relativi al settore mostrano un incremento occupazionale di donne e di giovani qualificati, una tenuta importante dei lavoratori svantaggiati e delle lavoratrici che, a differenza di altri settori, non solo non sono state espulse dal mercato del lavoro, ma si sono trovate a rappresentare l’unico sostegno economico in famiglie ad alto rischio di povertà. La riforma del Terzo Settore e dell’impresa sociale, il nuovo Codice degli appalti, così come le prossime riforme regionali di alcuni riferimenti normativi fondanti la cooperazione sociale e i servizi in cui siamo impegnati quotidianamente, imporranno un’attenta analisi e una valutazione delle ricadute sia in termini economici che organizzativi, aprendo però, al tempo stesso, una nuova stagione di relazioni con gli altri attori del welfare e all’interno di Legacoop stessa”.

“Anche per la cooperazione sociale toscana si confermano i trend di crescita e consolidamento che hanno contraddistinto quest’ultimo quadriennio, caratterizzato da una contrazione delle risorse a disposizione – sostiene la vicepresidente nazionale di Legacoopsociali Eleonora Vanni -. Per la cooperazione sociale si apre adesso, sia sul piano nazionale sia su quello regionale, una fase nuova, in relazione alla riforma del Terzo Settore e a un generale ripensamento del sistema del welfare e dei servizi alla persona”.

“La cooperazione sociale regionale sta attraversando una fase di evoluzione, come dimostrano anche i numerosi processi aggregativi che hanno interessato le cooperative sociali toscane in questi ultimi anni – sottolinea il presidente di Legacoop Toscana Roberto Negrini –. Si tratta di un settore destinato a diventare sempre più strategico per l’economia a livello regionale e nazionale: in un quadro di progressiva diminuzione delle risorse pubbliche, di invecchiamento della popolazione e di fronte all’emergere di nuovi bisogni da parte dei cittadini, le cooperative sociali saranno infatti uno degli attori fondamentali del nuovo welfare”.

La cooperazione sociale di Legacoop Toscana: i dati

Sono 138 le cooperative sociali che fanno capo a Legacoop Toscana: 68 sono di tipo A e si occupano di servizi socio-sanitari, educativi e formativi; 41 sono di tipo B e svolgono attività finalizzate all’inserimento di persone svantaggiate; 18 sono a scopo plurimo (AB) e sono impegnate in entrambi gli ambiti; 11 sono i Consorzi. Nel 2016 il valore della produzione del settore sociale di Legacoop Toscana ha sfiorato i 400 milioni, con un +7% rispetto al 2015 (+25.9% rispetto al 2013). Gli addetti sono circa 12.250, tra soci e dipendenti: +2,7% rispetto al 2015 (+21,4% rispetto al 2013). Nel 2016 è cresciuta anche la redditività (che già nel 2015 era tornata ad avere segno più), con effetti positivi sulla patrimonializzazione, il cui valore nel 2016 è pari a oltre 61 milioni, +2% rispetto al 2015.

Rispetto al 2013, il numero delle cooperative sociali di Legacoop Toscana è in lieve flessione, a seguito di numerosi processi di riorganizzazione, fusione e incorporazione che hanno interessato il settore: 16 delle attuali realtà sono la risultante di processi aggregativi che hanno coinvolto ben 42 cooperative. Queste 16 cooperative sociali rappresentano in termini di fatturato il 29,2% (dunque quasi un terzo) del totale del settore, con un valore della produzione pari nel 2016 a oltre 115 milioni e con 4.109 lavoratori occupati (pari al 34% del totale); inoltre i tassi di crescita del fatturato (+11.4% rispetto al 2015) e degli addetti (+ 2,5%) risultano superiori alla media del settore.

Le dichiarazioni dei soggetti istituzionali

“L’incontro di oggi è un’occasione importante per fare il punto sulla riforma del Terzo settore – afferma Stefania Saccardi, assessore al Diritto alla salute, al welfare e all’integrazione sociosanitaria della Regione Toscana -. C’è bisogno di studio e di approfondimento da parte dei soggetti delle economie solidali e del pubblico, in modo da operare con maggiore consapevolezza e condivisione le scelte da fare nel prossimo futuro. Siamo in un cantiere aperto e questo è il momento migliore per valutare le positive novità di un provvedimento che ha finalmente assegnato un’identità al terzo settore, ma anche per affrontare insieme gli aspetti normativi ancora da definire. È questo, d’altra parte, anche il senso del tavolo regionale, appena istituito, al quale siedono le maggiori rappresentanze del Terzo settore toscano, frutto di un percorso promosso dalla Regione e volto ad accompagnare lo sviluppo e l’attuazione della riforma. È una strada che abbiamo scelto perché convinti della responsabilità che ci deriva dalla presenza e dal ruolo fondamentale della cooperazione sociale, che ha in Toscana una consistenza qualitativa e quantitativa eccezionale rispetto al resto del Paese”.

“Di fronte a bisogni sociali crescenti e vari, il rapporto tra le realtà della cooperazione e le istituzioni deve andare in direzione di un costante miglioramento della qualità dell’offerta – afferma Cristina Giachi, vicesindaca e assessora all’Educazione, università e ricerca del Comune di Firenze -. Dobbiamo innovare le modalità del nostro scambio e dialogo, attraverso tavoli istituzionali e proposte, anche per sfruttare a pieno le novità introdotte dalla riforma e migliorare la rete di norme in cui insieme operiamo”.

 “L’attività che la cooperazione sociale svolge sui territori è insostituibile – afferma Matteo Biffoni, sindaco di Prato, presidente Anci Toscana e delegato all’immigrazione di Anci nazionale – Per noi amministratori è fondamentale relazionarsi con soggetti forti, competenti e radicati territorialmente ed essere affiancati da realtà ed esperienze che hanno la capacità di stare sul mercato con qualità, professionalità, rispetto delle norme e valori alti e importanti. È questa la sfida che abbiamo davanti”.

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