Questa mattina il personale della squadra volante del Commissariato di Polizia di Viareggio ha tratto in arresto un cittadino bosniaco, S. B. le sue iniziali, del 1981 per i reati di resistenza aggravata, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, nonché danneggiamento aggravato, porto abusivo di arma e possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli.

Più in particolare, verso le ore 11,20 gli agenti durante il servizio di controllo del territorio, notavano un’autovettura che transitava in direzione opposta con a bordo due soggetti che destavano sospetto.

Invertita, immediatamente, la marcia ed accesi i dispositivi visivi e sonori, gli operatori si mettevano all’inseguimento dei due che, accortisi della manovra, iniziavano a fuggire ad alta velocità creando il panico tra gli altri utenti della strada.

A seguito di non poche condotte evasive, finalmente l’autovettura in fuga veniva affiancata sulla Via del Brentino quando, in un ultimo tentativo di sottrarsi al controllo, il conducente, non curante della velocità prossima ai 100 km/h, speronava l’auto di servizio.

Solamente grazie alle capacità di guida dell’autista che, nonostante il colpo, riusciva a stringere la traiettoria del veicolo in fuga, costringendolo a fermarsi.

A questo punto i due occupanti decidevano di proseguire la fuga a piedi nei campi attigui alla strada inseguiti dagli operatori nonostante avessero subito delle lesioni nell’urto ricevuto dal veicolo in fuga.

Dopo alcune decine di metri entrambi i fuggitivi venivano fermati e, a seguito di perquisizione personale e veicolare venivano trovati in possesso di una bomboletta di spray urticante, un paio di guanti di gomma, un cappello con la scritta “enel” e una punta da trapano.

A seguito agli accertamenti compiuti gli uomini agli ordini del dottor Mariconda, diregente del Commissariato viareggino, identificavano il conducente, il quale risultava gravato da numerosi precedenti e pregiudizi di polizia per furto e per reati contro il patrimonio in genere; mentre il passeggero risultava essere il figlio minore di anni 15.

L’uomo veniva, quindi, tratto in arresto e associato presso la Casa Circondariale di Lucca; mentre il figlio veniva affidato alla madre.

L’auto usata dall’uomo per la fuga, invece, veniva sottoposta sotto sequestro unitamente al materiale rinvenuto al suo interno che, stante la fuga rocambolesca tentata dai due, con tutta probabilità sarebbe stato usato per compiere un furto o, addirittura, una truffa a danno di qualche malcapitato.

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ultimo aggiornamento: 05-07-2018


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