Si chiama Emanuele Petrucci il giovane di 32 anni, fiorentino doc, da tempo residente a Prato, che si è rivolto a Versilia Today per lanciare un appello: vuole dare un volto sulla sua nonna. “Sono il nipote di una viareggina molto conosciuta, Primetta Petrucci”. La donna era nata nel 1923 a Lucca, vissuta fino al 1960 circa a Viareggio, deceduta in quello stesso anno presso l’ Ospedale Psichiatrico Pini di Milano. “Mia nonna ha avuto cinque figli, cresciuti presso il collegio De Sortis di Viareggio, poi separati, poi ritrovati. Ho per qualche tempo intrattenuto rapporti epistolari con la signora Galimberti, che raccolse le memorie di Don Sirio Politi, che ai tempi si occupò della custodia di mio padre e dei suoi fratelli. Ho letto i suoi racconti e Primetta è presente. Ho in mano alcuni documenti: certificato di nascita, di morte, di domicilio. Sono riuscito dopo anni ad ottenere una fotografia della casa nella quale mia nonna ha vissuto, con sua madre Adele e i suoi figli, prima che diventasse la famosa Chiesina del Porto. Mi tortura la consapevolezza che mio padre ed i suoi fratelli abbiano dimenticato il viso della loro madre. Mi dispiace non sapere che viso avesse mia nonna. Abbiamo contattato chiunque in tutta Viareggio: dall archivio storico, la Fondazione del Carnevale,i fotografi, gli anziani, gli ospedali, i collegi, le suore. Nessuna risposta”. Chi avesse anche la più  piccola informazione per ricomporre questo mosaico, contatti Emanuele: per luo sarebbe il più bel regalo al mondo.”Quando ero più piccolo  – ricorda Emanuele – spesso chiedevo a mio padre: “Babbo, ma com era la nonna?” E lui già vent’anni fa mi rispondeva “Non me la ricordo più”. Adesso ha 70 anni e mi rendo conto che alla luce di tutti i temi sulla nostra società questo sia una sciocchezza. Tuttavia quando mi fermo a pensare che mio padre non riesca a ricordarsi il viso della propria madre sento di aver fallito. Vorrei renderlo orgoglioso di me”. Sperando che qualcuno, da Viareggio, lo possa aiutare a coronare questo sogno, rilanciamo attraverso la nostra testata l’appello a tutti.

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