Gli scellerati” (F. Dard, Rizzoli, 2018)

Periferia di Parigi, secondo dopo guerra, la fabbrica, il sogno americano, le passioni, gli intrighi, sono la giostra di contesti e degli eventi su cui si dipana la trama del romanzo di Dard, “Gli scellerati”.

Chi sono gli scellerati? Secondo la definizione del dizionario Larousse a inizio romanzo “coloro che sono colpevoli o capaci di crimini”.

Nella nostra storia gli scellerati ruotano intorno alla figura centrale di Louise, diciassettenne residente a Léopoldville insieme alla madre e al patrigno Arthur, operaia in una fabbrica. Nel tragitto da casa al lavoro nota una bellissima villa, abitata da una coppia americana, Thelma e Jess Roland, in Francia a seguito del piano americano nel secondo dopoguerra.

Louise, affascinata dalla villa perfetta che fa immaginare un’esistenza altrettanto perfetta, si propone come cameriera residenziale dai Roland, ottenendo il posto. La convivenza a tre nella casa degli americani, permette a Louise di scoprire nefandezze e recriminazioni celate dietro la quiete e apparente facciata di perbenismo dei Roland. L’esperienza di lavoro di Louise, inoltre, intensifica il difficoltoso rapporto coi genitori. Gli eventi precipitano a seguito di una cena con amici nella casa dei Roland: segue una girandola di crimini, tradimenti, evidenze terribili che porteranno a un inatteso epilogo.

La forza del romanzo è di certo nella linearità che Dard offre alla trama: gli eventi si sviluppano con rigore e trasparenza, animata da una narrazione in prima persona splendente. E’ la voce di Louise, difatti, che gioca il ritmo e tiene le corde della storia: una voce luminosa, ironica, capace di conquistare il lettore e ammaliarlo nel viaggio verso gli abissi interiori che svelano i contrasti dei personaggi. La cura di Dard è lampante nella costruzione dei personaggi: tutti i partecipanti della storia sono resi con grande maestria, approfondimento psicologico, ritratti a tutto tondo in più dimensioni. Alla lucentezza di Louise si contrappone in modo determinante la cittadina di

Léopoldville, centro cupo, misero, triste colto nel passaggio da un’economia contadina a una industriale.

Il noir, genere che ha reso Dard famoso con il commissario San Antonio, rappresenta lo schema in cui l’intelaiatura del romanzo si regge ed è anche l’anima predominante del libro, un romanzo perfetto, piccolo grande gioiello da leggere pubblicato dopo sessanta anni dall’uscita francese.

L’autore

Frédéric Dard (Francia, 1921- Svizzera 2000) con più di 300 romanzi resta uno degli autori più prolifici e interessanti del noir internazionale. La serie poliziesca con protagonista il commissario San Antonio lo ha reso famoso in tutto il mondo grazie anche a una crescente vena satirica e a connotazioni stilistiche, come l’utilizzo dell’argot.

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Dard francia libro noir recensione

ultimo aggiornamento: 22-10-2018


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