"Mio fratello" [Recensione] - Il piacere dei Libri Versiliatoday.it

“Mio fratello” [Recensione]

Fratellanza e teatro si intrecciano nel lutto della separazione

Mio fratello” (D. Pennac, Feltrinelli, 2018)

Durante tutta la sua vita mi sono nutrito del suo umorismo”

Bernard è uno dei fratelli di Pennac, il più amato dallo scrittore francese.

Morto inaspettatamente per un intervento andato male presso una clinica privata, in “Mio fratello” Pennac tratteggia il loro legame.

Bernard, a capo di una piccola fabbrica, sceglie di andare in pensione presto. Lo scrittore ne delinea la vita riservata, spesso silenziosa, accenna a un matrimonio complesso, il rapporto con una psicoterapeuta che ogni settimana incontrava per arginare un principio di depressione, evidenzia l’ironia affettuosa di Bernard.

Il libro è una lunga e spesso dolorosa elaborazione del lutto che Pennac condivide con il lettore, mantenendo la sua scrittura agile, fresca, priva di sbavature eppure intensa e emozionante.

Una scrittura autentica, dove il dolore emerge e cerca rimedio anche attraverso la parola: il testo, infatti, diviene una ricerca che va al di là della memoria.

Da questo punto di vista è pregevole la struttura su cui Pennac ha costruito il romanzo: con un ritmo ben scandito, la perdita del fratello si alterna alla stesura di un testo teatrale che ha per protagonista Bartleby, lo scrivano di Melville. Procedendo nella scrittura, l’autore scopre e ricostruisce numerose affinità con Bernard. Centrale è anche il ruolo che costui riveste nell’attività artistica di Daniel: se da piccolo lo incoraggia nonostante gli insuccessi scolastici, da grande diviene suo grande estimatore e attento critico.

La fratellanza, declinata soprattutto nella complicità che si instaura fra fratelli, è il valore tangibile in questo lungo racconto capace di intrattenere il lettore in una miriade di sensazioni. La bravura di Pennac sta proprio nello scandagliare i sentimenti più profondi senza scadere nel sentimentalismo: sono i fatti, i dettagli, le modalità relazionali che scolpiscono gli affetti inseriti in “Mio fratello”.

Il libro, come spesso accade nelle opere di Pennac, propone anche uno sguardo attento verso l’infanzia, tra difficoltà e incanto, fuori dai comuni stereotipi.

Una lettura che scorre rapida e piacevole, per quanto a tratti sia, inevitabilmente, dolorosa, sintetizzata nella foto riportata in fondo al testo con i due protagonisti da piccoli: nei loro sguardi, nel loro abbraccio è stigmatizzato tutto il rapporto che ha segnato reciprocamente le loro esistenze.

La cosa buffa è che non litigavamo; giocavamo a litigare.”

L’autore

Pennac, professore in un liceo di Parigi, è autore eclettico di romanzi, fumetti, testi teatrali. Ha inventato il personaggio di Benjamin Maulassene, protagonista di una fortunata saga nota in un tutto il mondo. Nel 2013, per l’attenzione da sempre rivolta al mondo della scuola e, in particolare, verso gli studenti in difficoltà, ha ricevuto la laurea ah honorem presso la facoltà di Pedagogia dell’Università di Bologna.

(in collaborazione con libreria “La Vela”)

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Aggiornato il: 13-11-2018 8:38