“Storia di Asta” (J.K. Stefansson, Iperborea 2018)

È impossibile raccontare una storia senza sbagliare, senza intraprendere percorsi arrischiati, o senza dover tornare indietro, come minimo due volte – perché viviamo contemporaneamente in tutte le epoche.

E’ lo stesso autore Stefansson che si interroga sulla complessità insita nel provare a raccontare un’esistenza: questo ed altri interrogativi intervallano la lunga e multiforme trama della “Storia di Asta”. Lo scrittore islandese prova a tracciare l’esistenza di Asta, portandoci nelle ambientazioni nordiche tra Islanda e Norvegia con qualche incursione solare in altre nazioni europee.

La linearità del tempo salta dinanzi all’esistenza: associazioni di idee, sentimenti, prospettive molteplici, incontri e disincontri, generano una trama sfaccettata e discontinua, come del resto è la vita stessa,

Ciascun essere umano è uno strumento a sei corde”

La biografia di Asta viene raccontata da numerosi personaggi che con lei hanno a che fare: Stefansson traccia così una vera e propria epopea dell’esistenza, rendendo dignitosa e interessante la quotidianità minima, fatta di fragilità, semplicità, umili, piccoli e grandi eventi.

La narrazione è travolgente in ogni senso: se da un lato Stefansson sa come attrarre il lettore nei suoi intrigati percorsi, dall’altra la materia narrativa è veramente copiosa e la lentezza è un’arma che facilità la lettura di questo libro capace di toccare numerose sensibilità e diversi sentimenti.

Hai visto come era libera e indipendente? E’ proprio come le aurora boreali, che si mostrano quando hanno voglia, danzano nel cielo, incantano tutti con la loro bellezza misteriosa.”

Nelle vicende di Asta non mancano i passaggi poetici a cui l’autore ci ha piacevolmente abituato negli altri lavori. In questo senso è interessante anche la disposizione grafica dei capitoli, i cui titoli sono un continuum con il capitolo che segue.

Inoltre numerosi sono i passaggi intrisi di una notevole sensualità, perennemente in bilico tra dolcezza e sfrontatezza.

La storia di Asta non è svelata: tocca al lettore ricostruirla come un puzzle, pezzo dopo pezzo.

Se talvolta seguire il romanzo risulta ardito, è proprio in questa mancanza di unità che si rispecchia maggiormente la vita intesa come intarsio di occasioni, reminiscenze, prospettive, ricordi.

“A volte pare che un’unica strada porti alla felicità e alla disperazione
– ma a parte questo, va tutto bene, no?

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