Comunicato congiunto delle Amministrazioni comunali di Seravezza, Stazzema, Minucciano e Casola in Lunigiana

Abbiamo aderito alla concertazione promossa dalla Giunta Regionale per la redazione del nuovo “Piano Regionale Cave” consapevoli dell’importanza strategica di poter portare al tavolo di lavoro le esperienze e le esigenze del Distretto Lapideo e dei singoli territori che lo costituiscono. Esperienze ed esigenze di carattere amministrativo, ambientale, occupazionale, produttivo che, attraverso le Amministrazioni Comunali, hanno trovato un momento di analisi e di condivisione con le autorità regionali nel momento decisivo di stesura del Piano. Noi tutti crediamo fortemente nel valore dell’impresa e siamo consapevoli delle esigenze delle attività produttive, tanto più in un settore così particolare come quello delle cave di marmo. Con la stessa forza crediamo nel paesaggio e nell’ambiente quali beni inestimabili delle nostre comunità. Con la Regione c’è stata piena sintonia nel voler far coesistere le istanze delle aziende – tese alla produzione, al mantenimento dei posti di lavoro, alla sicurezza, all’economia dei luoghi – con le necessarie tutele e salvaguardie di carattere ambientale. La centralità della Regione Toscana e degli enti locali sono a garanzia del percorso compiuto e degli sviluppi che il PRC avrà a livello locale, sui nostri specifici territori, attraverso le pianificazioni puntuali dei bacini e delle singole aree estrattive.

Possiamo dirci soddisfatti dell’esito di questa prima fase di concertazione, così come della disponibilità manifestata dalla Regione in ogni fase del confronto ad ascoltare e valutare le specificità e le problematiche dei singoli territori. Il Distretto presenta tratti e vocazioni comuni, ma è fatto di realtà diverse, con dinamiche ed esigenze in alcuni casi molto peculiari. Pur con l’obiettivo di fondo di fissare regole oggettive e valide per tutti, di contemperare in senso generale sostenibilità e lavoro, ambiente e impresa, la concertazione ha permesso di riconoscere queste peculiarità e di tenerne conto, per quanto possibile, nella stesura del testo. Stiamo analizzando adesso gli atti pubblicati e continueremo a seguire con attenzione il percorso consiliare del Piano fino alla sua definitiva stesura, con adozione e approvazione, non esimendoci dal formulare eventuali osservazioni su altri aspetti che emergeranno nel corso della discussione.

Il lavoro fin qui svolto è stato particolarmente significativo su due temi: quantitativi massimi escavabili e percentuali di resa.

Per la prima volta un piano di questa portata affronta e dà risposta all’esigenza di fissare quantitativi massimi sostenibili di escavazione. La Regione ha compiuto una valutazione complessiva della produzione registrata nel quadriennio 2013-2016 e, su quella media, ha accolto in sede di concertazione l’applicazione di un tasso di crescita del 3% annuo. Il dimensionamento sarà in ogni caso oggetto di verifica e monitoraggio tra 5 anni. Ciò consentirà di valutare se le previsioni sono corrette o se sia necessaria una revisione.

Riguardo alle percentuali di resa, l’accordo è sul 30%. La percentuale potrà scendere al 25% a livello di singoli piani attuativi sulla base di approfondimenti e valutazioni che terranno conto delle caratteristiche litologiche e geologico-strutturali dei giacimenti e dello stato di fratturazione delle bancate. Su proposta del Comune di Carrara, in casi particolari e sempre in ambito di singolo piano attuativo, la resa in blocchi potrà essere ridotta di un ulteriore 5%. Nel Piano è stato inoltre precisato che le volumetrie escavate o abbattute per interventi di messa in sicurezza espressamente prescritti dalle Asl e quelle asportate dai ravaneti per riqualificazione ambientale e morfologica e per la messa in sicurezza del territorio sono escluse dal calcolo delle percentuali di resa e del dimensionamento; si tratta di due misure opportune e condivise da tutti i Comuni che, anche in questo caso, avranno un ruolo importante essendo deputati a compiere i necessari censimenti e monitoraggi.

Si è infine discusso a lungo sulla disciplina delle varianti relative alle autorizzazioni già rilasciate e in corso di attuazione; da questo punto di vista sono stati fatti significativi passi avanti con la Regione, ma il tema dovrà essere ancora approfondito nelle fasi successive.

 

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ultimo aggiornamento: 08-03-2019


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