Per nessun motivo (M. Vichi, Guanda, 2019)

Torna in libreria edito da Guanda “Per nessun motivo” di M. Vichi, già arrivato alle stampe nel 2008 con Rizzoli. Una bella occasione per riscoprire uno dei romanzi più introspettivi e enigmatici dell’autore toscano.
Antonio, neo pensionato ritirato ancora giovane nella quiete delle colline toscane, vive un’esistenza ordinaria e apparentemente soddisfacente. All’improvviso la sua vita è sconvolta da una notizia che riemerge casualmente dal passato e che lo porterà a Parigi per cercare di chiudere i conti in sospeso, per certi versi inattesi, lasciati alle spalle. Cercando così una figlia sconosciuta, Antonio metterà alla prova se stesso: nell’ intrigata trama del passato, tra sensi di colpa e titubanze, Antonio non guarda solo al tempo trascorso ma anche a ciò che oggi è diventato. E’ un libro sulla facilità improvvisa con cui gli eventi precipitano ma anche sulla casualità apparente che determina i rapporti umani. La storia di Antonio è una storia sulla mancanza di coraggio, sul timore di andare fino in fondo e sull’incapacità di dare il giusto peso alle cose. La scrittura di Vichi è in tal senso molto conturbante, capace di trasmettere al lettore il dramma e i turbamenti più inconfessabili dell’animo umano. Parola dopo parola, esitazione dopo esitazione, i personaggi scoprono se stessi senza mai arrivare agli obiettivi proposti. Una storia ambientata in una Parigi universitaria, multiculturale e affervescente che si contrappone alla solitudine della Normandia dove il colpi di scena avviano la narrazione a una conclusione dal ritmo emozionale stringente.
“Non era bellissima, Christine, ma era più attraente di molte ragazze bellissime. Aveva nello sguardo quella magia riservata a poche donne. Non si arrabbiava mai, era impssbile litigare con lei. Ma non era remissiva, semplicemente dava il giusto peso alle cose”

L’autore

Marco Vichi (Firenze, 1957) scrive su quotidiani e riviste, è curatore di alcune antologie noir, ha partecipato a programmi radiofonici dedicati all’arte in carcere. Dal 2002 ha scritto romanzi gialli con il commissario Bordelli, ambientati nella Firenze anni sessanta. Nel 2009 con “Morte a Firenze” ha vinto il premio Scerbanenco.

[in collaborazione con libreria “La Vela”]

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