"La versione di Fenoglio" [Recensione libro] - Il piacere dei Libri Versiliatoday.it

“La versione di Fenoglio” [Recensione libro]

L'ultimo libro di Carofiglio in vetta alle classifiche

La versione di Fenoglio (G. Carofiglio, 2019, Einaudi)

“l’abilità più grande non sta nel cercare quello che c’è, ma nel trovare quello che non c’è”

Pietro Fenoglio e Pietro sono in riabilitazione motoria presso la stessa struttura e condividono così le ore di terapia nella stessa stanza. Malgrado la differenza di età entrambi si trovano davanti a una prospettiva nuova e incerta. Fenoglio, carabinieire, è prossimo alla pensione, Giulio è un ventenne brillante ma con delle grandi incertezze nel mondo relazionale e nelle prospettive lavorative.

I dialoghi tra i due sono occasione per addentrarsi nel mondo delle indagini del mondo reale, prendendo le distanze da fiction e serie tv: Fenoglio racconta alcuni degli episodi più intrigranti della propria carriera, mostrando implicitamente a Giulio un suggerimento su come rapportarsi al mondo. Emergono i valori morali come principio trainante di scelte e procedimenti ma anche il dubbio e l’errore come possibilità di percorso. Da questo dialogo lentamente il giovane interlocutore si apre e riesce a percepire una possibile strada da perseguire

Sono dialoghi di ispirazione socratica, dove dalle domande emergono riflessioni e visioni. In realtà per lo stesso Fenoglio è un modo per fare i conti con la propria esistenza, i sensi di colpa, i ricordi, le occasioni mancate, gli imprevisti fortuiti.

Una scrittura limpida e cristallina ci porta dentro ai personaggi e anche all’interno del parallelismo tra investigazioni e arte del racconto: la ricostruzione dei tasselli, la trama che prende corpo, la comprensione di persone e personaggi hanno numerosi collegamenti chiari con l’attività di scrittura, un altro aspetto che rende molteplice il romanzo di Carofiglio.

“La versione di Fenoglio”, in vetta alle classifiche da quando è uscito, conferma l’abilità narrativa dell’autore, capace di coinvolgere senza perdere di vista il contatto con la realtà e con un profondo sguardo verso gli abissi interiori.

“Mi sono reso conto che io ho sempre cercato di essere disattento, come per una strategia di difesa”

in collaborazione con “Libreria La Vela”

 

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Aggiornato il: 30-03-2019 9:37