“Siamo giunti all’udienza n. 31 del processo di appello sulla strage di Viareggio, forse l’ultima. Oggi la Corte deciderà se sarà necessaria un’ulteriore udienza. Questa mattina si concluderanno le repliche degli avvocati difensori degli imputati. Mi auguro di non dover ascoltare ulteriori grottesche dichiarazioni come quelle dell’avvocato Stile, difensore di Elia, ex A.D. di R.F.I., condannato in primo grado a 7 anni e 6 mesi. L’esimio giurista è riuscito nell’impresa di far abbandonare l’aula ai familiari delle vittime che hanno sempre seguito le oltre cento udienze del processo di primo grado a Lucca e le trenta dell’appello al Tribunale di Giustizia di Firenze; una presenza che ha significato per loro, oltre ad un gravoso impegno personale, rinnovare ogni volta, durante ognuna di queste infinite udienze, il dolore per la perdita dei loro cari. Davvero un capolavoro quello dell’avvocato Stile quello di definire le 32 vittime innocenti “vittime del caso”, “un caso che secondo i calcoli potrebbe ripetersi tra 4.000 anni”. E ancora: “ma uno doveva avere la sfera di cristallo, essere un indovino per sapere che a Viareggio succedeva quello che è successo?”.

Lo scrive, su Facebook,  Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd, in diretta dall’aula di udienza alla Corte d’Appello di Firenze per il processo in secondo grado della strage di Viareggio:

“Quindi a giudizio di questo principe del foro è stato il Fato, il Caso, il Destino a causare il disastro ferroviario, la distruzione di un intero quartiere di Viareggio e la morte di 32 persone. A mio modesto parere, il parere però di uno che in questi 10 anni ha seguito l’inchiesta penale, l’incidente probatorio, l’inchiesta ministeriale, il processo di primo grado e quello di appello, sarebbe invece stato sufficiente rispettare le norme, i regolamenti e le discipline che regolano il trasporto ferroviario e delle merci pericolose, svolgere correttamente le attività di manutenzione, effettuare tutti i controlli dovuti, adottare criteri di cautela e sicurezza, insomma esercitare con diligenza e perizia il proprio lavoro per evitare il disastro e la strage. Un assile si è spezzato, un intero convoglio è deragliato, una cisterna piena di gpl si è forata e l’unico responsabile sarebbe stato il destino ingrato? E’ durissimo doverlo ammettere ma se il caso ha svolto un ruolo, lo ha fatto nel limitare i danni. Proprio così, perché solo grazie al caso le esplosioni non coinvolsero gli altri 13 carri cisterna pieni di gpl, altrimenti l’intera città di Viareggio sarebbe stata distrutta. A mio avviso non c’è alcun dubbio che ci siano responsabilità, colpe ed omissioni personali ad aver contribuito a causare il disastro. La stessa opinione l’hanno espressa ben più autorevolmente i giudici del Tribunale di Lucca, mi auguro che facciano altrettanto quelli del processo di appello di Firenze”.

 

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