Lo stalker anti psichiatrico finisce in cella

Nel maggio del 2018 aveva molestato una ragazzina di 13 anni a Pietrasanta. Nonostante il riserbo che il delicato argomento impone, non era passata inosservata la presenza di equipaggi della polizia municipale nel centro storico della Piccola Atene, dove, nell’affollata ed assolata Piazza Duomo i vigili urbano avevano rintracciato un giovane che era stato indicato come colui che in altra zona del centro aveva preso di mira con le sue attenzioni sessuali una minorenne e l’uomo, su disposizione dell’autorità giudiziaria, era finito ai domiciliari nella sua abitazione a Viareggio. Lo stesso soggetto, accusato di stalkin nei confronti del primario di Psichiatria dell’ospedale Versilia, professor Mario Di Fiorino, e dei colleghi del reparto, era stato ammonito dal questore di Lucca, per la continua opera di vessazione (in un caso lo stalker si è procurato anche la password della posta elettronica di un paziente – come aveva riferito lo stesso primario – mentre questi era degente in Psichiatria, e poi, con il nome di questi aveva fatto un esposto contro il reparto, con accuse di ogni nefandezza). Poi era scattata la misura cautelare dei domiciliari, a firma del Gip del Tribunale di Lucca, dottoressa Antonia Aracri, con ordinanza datata 7 Luglio 2018. L’ordinanza del gip, in venti pagine, ripercorreva tutta l’attività antipsichiatrica dello stalker, che aveva coinvolto altre persone fragili per una guerra a oltranza contro le cure psichiatriche. Il Giudice Aracari svelava, nel suo atto, come erano nate le false accuse: raccontava, ad esempio l’episodio, di quando lo stalker era riuscito a farsi conseganre la password da un paziante ricoverato in Psichiatria, dopo un tentativo di suicidio, e poi aveva lanciato false accuse , nascondendosi dietro l’identità dell’altro paziente. Nonostante l’ammonimento dell’allora Questore di Lucca, dottor Vincenzo Ciarambino, datato 11 Febbraio 2016, a non avvicinarsi agli psichiatri soggetti passivi del suo stalking, la sua attività non aveva avuto requie. Anzi c’era stato un crescendo di accuse , a volte sconclusionate. Così  il professor Mario Di Fiorino, primario del reparto di Psichiatria dell’ospedale “Versilia”, lo aveva denunciato di nuovo. Forse da questo aveva preso nuovo impulso l’indagine del GIP. Due i fatti inquietanti che erano risultati dall’indagine della Polizia Giudiziaria: l’assunzione nel 2017 di ecstasy (che gli aveva provocato rabdomiolisi con un ricovero in Nefrologia) e gli arresti domiciliari per tentava violenza sessuale ad una tredicenne. Il Gip Aracri aveva definito lo stalker un provocatore che, contro ogni evidenza, vuol far prevalere la sua linea di pensiero e di accuse. Accolte le richieste del pubblico ministero dottor Antonio Mariotti, il Gip aveva quindi stabilito che lo stalker mantenesse una distanza minima di 100 metri dal reparto di Psichiatria del “Versilia” e la comunicazione, con qualsiasi mezzo, con le persone offese, avvisandolo che, in caso di trasgressione alle prescrizioni imposte con l’ordinanza, avrebbe potuto essere sottoposto a misura cautelare ben più grave come la custodia cautelare in carcere.

Il giovane era salito alla ribalta della cronaca il 22 novembre del 2012 per il ferimento al volto dello psichiatra Mirko Martinucci Nel corso di un convegno aveva aggredito il medico, procurandogli la frattura delle ossa nasali e una ferita da taglio, che aveva richiesto numerosi punti di sutura.

E’ notizia di oggi che l’uomo è stato messo in carcere al San Giorgio di Lucca.

Aggiornato il: 19-04-2019 14:00