Soldi in cambio di favori: avrebbe fornito le targhe delle auto civetta a imprenditori legati alla malavita - Cronaca Viareggio, Top news Versiliatoday.it

Soldi in cambio di favori: avrebbe fornito le targhe delle auto civetta a imprenditori legati alla malavita

L'ex comandante della Polstrada di Viareggio è stato pedinato e intercettato per un anno durante le indagini: col gps installato sulla sua vettura è stato monitorato ogni suo spostamento

Un giro di soldi, in soli 3 anni, di circa 900mila euro.  Molti dei quali, secondo gli inquirenti, sarebbero stati utilizzati in ricariche per scommesse on line. Cifre da capogiro a fronte di uno stipendio di un ispettore di Polizia. E’ quanto emerge dal fascicolo di indagine a carico di Gianluca Pantaleoni, arrestato dalla Squadra Mobile di Pistoia diretta dal dottor Antonio Fusco e messo in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a firma del Gip Luca Gaspari, su richiesta del procuratore della Repubblica pistoiese Giuseppe Grieco e del sostituto procuratore della Repubblica Leonardo De Gaudio. Denaro – in bonifici e assegni – in cambio di favori, che, secondo l’accusa, sarebbero stati versati da imprenditori, tutti indagati, della Valdinievole e della lucchesia, alcuni legati alla malavita. Pantaleoni, si legge nelle carte, avrebbe fatto da “talpa”, fornendo ai suoi “amici” –  alcuni legati alla criminalità organizzata –  le targhe, il modello e il colore delle auto civetta della Questura di Pistoia, mettendo a rischio i colleghi, e fatto pressioni, in Questura a Lucca, per facilitare uno degli imprenditori  finiti nell’inchiesta a ottenere il rinnovo del porto d’armi. Durante le indagini, durate circa un anno, nei confronti dell’ex comandante del distaccamento della Polstrada di Viareggio, aggregato poi al comando di Montecatini Terme, ma sempre in forza a quello di Lucca, Pantaleoni è stato pedinato e intercettato,  e ogni suo spostamento è stato monitorato grazie al gps che gli investigatori della Mobile di Pistoia gli avevano installato sull’auto.  Tra le accuse mosse al poliziotto sindacalista ( segretario nazionale della Uil ) anche la truffa allo Stato, con finte malattie per cui era stato assente 60 giorni in tre mesi. Intanto, nei suoi confronti, il comandante regionale della Polizia Stradale, dottor Paolo Pomponio, ha avviato un procedimento disciplinare sospendendolo, visti i gravi reati di cui è stato accusato: corruzione per asservimento della funzione, truffa aggravata – anche ai danni dello Stato – circonvenzione di incapace, traffico di influenze illecite, riciclaggio ed autoriciclaggio. Lunedi pomeriggio, come scritto ieri, assistito dall’avvocato Cristiano Baroni del Foro di Lucca, Gianluca Pantaleoni affronterà l’interrogatorio in carcere a Pistoia, certo di poter provare la sua estraneità ai fatti contestati.

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Aggiornato il: 07-12-2019 13:00