L'invenzione di noi due [Recensione libro] - Il piacere dei Libri Versiliatoday.it

L’invenzione di noi due [Recensione libro]

 

“E perchè i futuri migliori prendono spesso la rincorsa dai presenti senza speranza”

Se difficile in una storia d’amore è trovarsi, ancora più complicato può essere continuare a vedersi, negli anni, nei mutamenti.

Matteo Bussola propone un nuovo romanzo “L’invenzione di noi due”  (Einaudi, 2020) una storia ancora d’amore che si contraddistingue dai precedenti romanzi per stile e approccio alla materia narrativa. Protagonisti del racconto sono Milo e Nadia, sposati da quindici anni, e arrivati in una fase del matrimonio e della relazione in modo diverso. Nadia vive quasi subendolo un rapporto ormai logoro e un uomo che non “riconosce” più come parte di sè, Milo, tra mille incertezze, cerca di conferire energia a un rapporto obiettivamente molto stanco. Sarà proprio Milo a cercare nuovi modi di contattare la parte più intima della compagna, riferendosi anche al passato condiviso, adottando strategie attraverso le parole in grado di ricreare un legame sull’orlo del precipizio e dello svelamento definitivo di un capolinea.

Vorrei incontrarti ancora una volta per la prima volta.

Il romanzo è un lungo discorso di coppia, con se stessi, in sospeso tra passati che ritornano e futuri possibili. All’interno della storia e della relazione dei protagonisti le parole hanno un ruolo di primo piano: sono le parole che inseguono, rammentano e rammendano, cercano, definiscono, finiscono. Bussola affronta il tema della crisi di coppia e individuale in quello spazio difficile tra aspettative, desideri, realtà dei fatti, dove le persone e i personaggi si muovono tra immaginazione e concretezza. Un tema difficile che l’autore affronta con rigore e umanità, alternando tenerezza e crudeltà nel filo conduttore dell’umanità e delle sensibilità che lo contraddistinguono.  Lo stile è asciutto, penetrante, una forma ricercata di narrazione che si mette alla prova in diverse modalità narrative dalla memoria, al discorso introspettivo, dal dialogo al rapporto epistolare.

Un romanzo coraggioso che si addentra in un territorio complesso, lasciando al lettore la sensazione di qualcosa di già vissuto e che nella lettura, scorrevole e coinvolgente, trova nuove rielaborazioni.

“La vita ancora da scrivere contiene tutte le possibilità e le verità del mondo. Si tratta solo di esserne all’altezza”

Erika Pucci

@erykaluna

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Aggiornato il: 23-06-2020 11:13