Il nuovo giallo di Frascella edito da Mondadori, “Cadaveri a sonagli” si svolge nelle Langhe. La storia inizia con un colpo finito male ad opera di Lea e Nicola, rapinatori improvvisati, ai danni di Carla. Intorno a questo omicidio ruotano, fra casualità e colpi di scena, numerosi personaggi, come il marito della vittima, Gianni e la sua amante, l’operaio Rocco con la compagna Stefania, e una squadra di poliziotti guidati da una nuova ispettrice sotto esame, Dora.

La trama è ben congeniata con esilaranti imprevisti e un grandioso ritmo capace di trasformare il bucolico paesaggio delle Langhe, fra vigneti e natura incontaminata, in un palcoscenico di delitti e funesti accadimenti. Fra le vigne scorre così il sangue dei delitti e la scrittura ironica, mordace, accattivante di Frascella che si conferma grande narratore di gialli e attento scrutatore dell’animo umano.

Infatti ciò che colpisce di questo romanzo sono diversi elementi. La capacità di “montaggio” da parte dell’autore nel portare avanti un romanzo profondamente corale, dipanando con maestria e sensibilità numerosi intrecci e trame che si intersecano.

In questo mosaico di vite che si intersecano, emerge in maniera dirompente l’attenzione di Frascella all’altro e, più in generale, alla condizione umana e sociale, quanto mai attuale, soprattutto su due piani.

Da una parte la maggior parte dei personaggi, sia colpevoli che innocenti, sono tutti in attesa di una sorta di riscatto (economico, sociale, lavorativo) e attendono tutti di fare il salto di qualità che la vita li deve. In questa ansia di riscatto Frascella è bravissimo nel tratteggiare il vortice e i rapidi cambiamenti che animano i vari personaggi, con credibilità, attenzione e senza mai annoiare il lettore.

L’altro piano molto interessante e che ho trovato in evoluzione rispetto ai precedenti lavori dell’autore, è l’attenzione al mondo femminile. Le donne in questa storia hanno un ruolo determinante: sono tante, sono molto diverse per occupazione, ruolo, provenienza, biografia personale eppure tutte quante al contempo incarnano perfettamente l’inquietudine femminile tratteggiata con echi del classico hard boiled, rinnovato nel linguaggio, nei gesti, nelle evidenze da uno sguardo narrativo quanto mai attuale e pertinente. In questo mondo che Frascella schiude nel romanzo ho trovato un tratto molto interessante e capace di stimolare ulteriori riflessioni.

L’ambientazione delle Langhe dove gli inseguimenti non possono essere fatti come in California come ricorda il narratore del romanzo, è perfetta, e gioca volontariamente con certe pagine di cronaca nera che hanno dissipato la nostra più remota provincia, con evidente complicità dei media.

L’esordio di Frascella in “Giallo Mondadori” lo reputo molto importante perché ha donato ai lettori un romanzo ben scritto sotto ogni punto di vista, capace di ereditare per complessità dei personaggi e della trama e per la pervasiva ironia, il tesoro della narrativa gialla contemporanea rinnovandolo con una cifra autoriale netta e limpida.

Erika Pucci

@erykaluna

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frascella langhe

ultimo aggiornamento: 01-11-2020


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