“Natale in giallo” [recensione libro]

“la vita è così breve e incerta che non mi affretterei a staccarmi da nessun genere di piacere”

Durante le festività natalizie fioccano le raccolte tematiche e Einaudi ha proposto “Natale in giallo”, una raccolta di racconti poco noti ma d’autore che spaziano da fine ottocento a metà novecento. Nell’antologia troviamo giallisti assodati come Conan Doyle, a grandi autori che si cimentano nel giallo uscendo dai loro canoni come Hardy,Fitzgerald, con risultati molto diversificati. L’antologia è interessante da un punto di vista storico: tutti i racconti hanno un legame col Natale ma è nel cambio di autore e di annata che si vede l’evoluzione del genere. Ci sono dei piccoli gioielli a mio avviso come i racconti “I cimeli di Raffles” (E. Hornung), “Quel che vide il pastore” (T. Hardy), “Statue di cera” (E. White) che costituiscono tra le pagine più belle della raccolta perchè l’intreccio è coinvolgente, la cifra autoriale molto forte, il giallosi percepisce nella trama e nello stile. Il ritmo e la presa dei racconti è molto variabile, è una raccolta piacevole e interessante che può essere una lettura adatta soprattutto al periodo Natalizio che ricorre nei racconti come occasione di misteri e enigmi da risolvere. Buone letture.

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