Il caso dell’abominevole pupazzo di neve

Giunti ripropone “Il caso dell’abominevole pupazzo di neve” di Blake/Day Lewis uscito la prima volta nel 1941.

La vicenda si svolge durante le feste natalizie nell’Essex, tra il 1939 e il 1940. La famiglia Restorick si ritrova con amici e parenti in una residenza di campagna. Una sera viene fatta una seduta spiritica a seguito della quale il gatto impazzisce. Arriva così a indagare nel villaggio l’investigatore Strangeways, viene ritrovato il cadavere di Elizabeth tra supposizioni, moventi e sospetti tra i numerosi ospiti della casa. L’indagine è molto complessa fra depistaggi e analisi impeccabili, fino a quando l’enigma sarà risolto dal detective di Scoltand Yard con il colpo di scena del pupazzo di neve.

Il romanzo pubblicato con una nuova veste da Giunti è un piccolo gioiello della tradizione gialla inglese dalla fine dell’ottocento in poi per lo sviluppo della trama, l’intrigo, la tipologia di investigatore. Molto moderni sono i temi che si intersecano nella narrazione: il problema economico dei proprietari terrieri, l’organizzazione dello spaccio, il ruolo dell’ipnosi nella pratica psicoterapeuta, il sesso, le conseguenze dall’uso di sostanze abusive, seppur proposte nei limiti conoscitivi dell’epoca. Il lettore è profondamente coinvolto nell’indagine, niente viene occultato e, seguendo i ragionamenti e i percorsi del detective può giungere alla risoluzione del caso. Il ritmo narrativo è ben delineato, la trama avvincente, l’approfondimento dei personaggi appropriato. Una lettura intensa, divertente e di grande compagnia per il lettore in uno stile elegante, vintage e indubbiamente accattivante.

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