E’ passato un anno da quel 23 febbraio 2020 quando il governo, con il progressivo diffondersi del coronavirus, impose la chiusura a discoteche e locali da batto. Un anno nel quale queste attività hanno riaperto le porte per poco più di un mese, con perdite del fatturato oltre il 90%. “In questo triste anniversario anche il settore dei locali da ballo vuole alzare la voce – spiegano il responsabile Versilia di Confesecenti Toscana Nord Daniele Benvenuti ed il coordinatore del sindacato locali da ballo dell’associazione di via dei Mille Lamberto Lumbrici. Siamo stati dimenticati in questi lunghi dodici mesi, con i ristori che ci hanno toccato solo marginalmente alla fine dell’anno scorso. Tutto questo con le tasse che sono continuate ad arrivare, anche se slittate, così come i canoni demaniali per i locali della pineta, fino alle imposte comunali. Il fatto di aver spostato le scadenze non ha risolto il problema principale, quello cioè che non possiamo aprire e quindi incassare”.

L’auspicio è che nel prossimo decreto ristori anche i locali da ballo possano essere inseriti tra le categorie più colpite “con risarcimenti parametrati alle reali perdite di fatturato dell’intero anno – insistono Benvenuti e Lumbrici”. Nonostante i motivi per protestare non mancherebbero i due responsabili di Confesercenti Versilia vogliono guardare alla fase della riapertura, fase sulla quale a cominciare dalla Regione si deve cominciare a ragionare. “In questi giorni si parla di riaprire ristoranti a cena, cinema e teatri con protocolli stringenti ma che comunque consentano di ripartire. Possibile che i locali da ballo siano ancora una volta dimenticati? Locali, ad esempio, dove si balla latino americano o liscio, in cui naturalmente sarebbe prevista la presenza di coppie di congiunti – spiegano ancora Benvenuti e Lumbrici -. Il locale da ballo deve essere considerato un luogo sicuro, nel rispetto dei protocolli sanitari, anche per evitare l’assembramento notturno nelle piazze. In attesa di allentare le restrizioni chiediamo, ad esempio alla prefetture, di fare un censimento sulle sale da ballo autorizzate e sulla loro capienza massima. Un modo per ripartire con contingentamenti frutto di numeri reali e soprattutto delimitando il confine tra locali autorizzati e quelli che “mettono musica” senza alcuna autorizzazione. Un percorso fondamentale – è la conclusione – per essere pronti ad una riapertura in totale sicurezza. Altrimenti un intero settore che della Versilia ha fatto la storia, rischia di essere cancellato per sempre”.

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ultimo aggiornamento: 24-02-2021


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