“Hard Cash Valley” (B. Panowich, NNE)

Cosa è successo al divano letto che Borroughs teneva qui dentro?”

Quel lurido rottame? L’ho fatto portare via e bruciare. Puzzava di di vent’anni di Camel Lightm whiskey e decisioni sbagliate.”

“Hard Cash Valley” (NNE Editore, 2021) è il terzo volume della saga nei dintorni di Bull Mountain, America, iniziata da Panowich.

Da lettrice curiosa, prima di calarmi in questa opera fresca di stampa, ho deciso di percorrere tutta la trilogia dall’inizio, pur essendo i tre volumi autonomi a livello sia narrativo che stilistico, legati da un sottile file rosso tematico e di ambientazione. Ho così iniziato il mio viaggio a “Bull Mountain” (2017, NNE) in cui l’autore ci introduce in maniera molto forte all’interno della famiglia Borroughs e delle leggi che regolano questo territorio, legato alla malavita e alle attività illecite, all’appartenenza familiare e ambientale. Una narrazione ricercata con salti temporali e episodi a incastro tiene incollato il lettore in modo notevole. Nel secondo “Come leoni” (2018, NNE editore) siamo ancora alle prese con la famiglia Borroughs con una storia molto femminile, basata sul riscatto, la violenza familiare, la paura e la capacità di sorprendere, con una narrazione fluida e i personaggi estremamente convincenti ben delineati e approfonditi, capaci di ritagliarsi un posto prezioso nel cuore dei lettori.

Con il terzo volume “Hard Cash Valley”, uscito in Italia a fine febbraio sempre per NNE, l’autore ancora una volta stupisce il lettore. In questo terzo romanzo protagonista è un nuovo personaggio, il detective Kirby, segnato da drammi familiari profondi e che si ritrova all’ombra di Bull Mountain per indagare insieme all’agente Roselita Velasquez. Dalla Florida alla Georgia del Nord le indagini sulla morte sospetta di Arnie e la scomparsa del suo fratello Williama affetto dalla sindrome di Asperger, diviengono una lotta contro il tempo. Colpi di scena, sparatorie, killer senza scrupoli animano anche il terzo volume che come gli altri si inserisce in un thriller autentico e moderno capace di rompere le barriere del genere per affrontare drammi familiari e personali.

Ciò che colpisce di Panowich è a mio avviso la ricchezza con cui riesce a costruire i suoi personaggi, compreso l’ultimo protagonista Kirby. I personaggi di Panowich sono autentici, imperfetti e spesso incoerenti perché sanno di vero. L’autore, grazie a uno stile asciutto e incalazante, ci porta negli abissi emotivi delle personalità che animano le sue storie, sospendendo il giudizio ma lasciando descrivere alle vite e ai pensieri degli stessi personaggi essenza e dinamiche relazionali.

La peculiarità di Panowich è che ha riportato il thriller in un’ambientazione tipicamente americana, in cui sentiamo scorrere gli influssi dell’hard boiled, del western classico e delle suggestioni filmiche di Tarantino, coinvolgendo il lettore e portandolo in ogni libro a riflettere su grandi tematiche oltre all’ambientazione che resta caratterizzante.

Per esempio Kirby incarna l’uomo segnato dal dolore con cui continua a fare i conti, ma anche il paladino della giustizia al di di là della stessa legge, impregnata di valori fondanti come umanità e fiducia.

Ho amato molto viaggiare nei libri di Panowich perché in ogni volume ho trovato una trama avvincente, personaggi e storie memorabili, stili capaci di rinnovarsi sorprendendo il lettore, occasioni di riflessione stimolanti. Ogni storia per me ha una sua caratterizzazione molto forte e ha per me un senso e un luogo speciale.

Mi piace per “Hard Cash Valley” riportare le parole tratte dal sito dell’editore (https://www.nneditore.it/libri/hard-cash-valley/): è un libro “per chi ha capito che a volte essere forti non significa saper sostenere un peso, ma decidere di posarlo a terra e rimettersi in viaggio”.

Buon viaggio a tutti lettori!
Erika Pucci

@erykaluna

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