“La dottrina del male” (A. Berselli, Elliot, 2019)

Trama

Ivan Cataldo è il protagonista dell’ultimo libro di Alessandro Berselli, pubblicato da Elliot nel 2019. È un personaggio complesso, guru della comunicazione nell’ambito del marketing, amministratore di un’azienda leader nel settore, con un’ esistenza consolidata sotto ogni punto di vista: la carriera alle stelle, i rapporti familiari basati su un matrimonio di ventidue anni, una figlia adolescente e una in arrivo. Il contatto con un’organizzazione misteriosa che si proclama capace di vincere le elezioni in ogni stato desta la curiosità e l’interesse di Ivan.

In questo incontro si delinea lo scenario politico e economico in cui il romanzo è ambientato. Consacrata la fine delle ideologie classiche, nuove correnti cercano di affermarsi dove il connubio tra stato sociale e economico attraverso la politica diviene nevralgico. Questa nuova opportunità darà modo al protagonista di scoprire le derive dello scenario politico attuale ma anche di mettere alla prova sé stesso. È uno scenario inquietante dove i valori che fino a quel momento erano basilari per il protagonista sono sovvertiti. Entrano così in crisi i rapporti personali ma anche la percezione di sé stesso di fronte al grande interrogativo universale: quanto si è disposti a mettere in gioco la propria integrità morale.

Note al margine

Il libro di Alessandro Berselli mi ha colpito molto perché diversi aspetti, da quello stilistico a quello lessicale, da quello narrativo a quello introspettivo, sono caratterizzati dalla complessità.

Basato su una trama solida, il romanzo si sviluppa con un ritmo avvincente alternando punti di snodo e quesiti psicologici e sociali che emergono pagina dopo pagina. Questo avviene in maniera fluida grazie alla costruzione di un personaggio completo, verosimile e splendidamente imperfetto. Ivan, seppur appartenente a una casta di persone affermate e affermate nel lavoro, è costretto continuamente a scegliere tra i valori in cui ha sempre creduto e gli orizzonti economici e politici che si schiudono, mettendo in gioco la sua dignità morale e le sue relazioni personali. Ciò che colpisce il lettore è l’intarsio perfetto tra dinamiche politiche-lavorative e personali: l’evoluzione di Ivan, il suo cambiamento si intreccia tra queste due dinamiche anche a livello emotivo. Accanto ai passaggi più “freddi” di strategie del potere, troviamo momenti di assoluta tenerezza come nel rapporto con la figlia grande e nell’emozione per la nascita della secondogenita. Il romanzo sa giocare con il lettore portandolo nei meandri del noir e della distopia, spingendo la curiosità con l’inevitabile confronto della nostra attualità.

Altro punto di pregio è sicuramente la scelta linguistica: Berselli mette in campo una lingua asciutta, cesellata nella scelta delle parole, in cui termini specifici e ricercati conferiscono alla materia narrata una maggiore autenticità. La complessità del romanzo e la ricchezza linguista sono sapientemente amalgamate in modo da saper coinvolgere il lettore, al quale l’autore pensa spesso in un gioco di misteri, di anticipi, di cambi di atmosfere, dal pathos all’umorismo, a una molteplicità di piani narrativi atti a rendere la lettura avvincente. Una storia che coinvolge e fa riflettere, ma anche una storia molto intima in cui emerge tutta l’attenzione per l’umanità che contraddistingue l’autore.

Il libro in una frase

“Quanto vale la tua integrità morale?”

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