Come delfini tra pescecani (F. Morlupi, Salani 2021)

Trama

“Come delfini tra pescecani” è il romanzo di Francoise Morlupi edito da Salani e uscito a fine aprile.

Il sottotitolo anticipa “Un’indagine per i Cinque di Monteverde”: l’indagine poliziesca, infatti, riguarda il noto quartiere romano e viene svolta da Ansaldi, affetto da ipocondria e disturbi di ansia, insieme ai suoi quattro collaboratori, tutti quanti molto particolari. Eugenie, viceispettore, caratterizzata da una profonda rigidità etica, Leoncini, un ragazzo di colore con simpatie per il nazismo, Di Chiara, appassionato di film coreani sottotitolati e Alerami, la ragazza arrivata per ultima nella squadra.

L’indagine si svolge intorno a una serie di misteriosi suicidi che porteranno nel mondo del calcio dilettantistico. La risoluzione del caso coinvolge il lettore fin dall’inizio con degli inserti in cui poter seguire indizi che possono guidare alla comprensione dell’accaduto. Fa da sfondo una Roma immensa, ironica dove a volte la giustizia riesce a fare il suo corso e i delfini hanno la meglio sui pescicani.

Note al margine

Il romanzo di Morlupi è un giallo avvincente per il ritmo incalzante, l’umorismo trascinante e soprattutto per la squadra di personaggi che l’autore mette in gioco: le caratterizzazioni, i dialoghi, le relazioni tra i cinque che compongono la squadra sono il vero motore della trama. I personaggi di Morlupi sono splendidamente umani, imperfetti, falliscono, cadono, imparano e si rialzano, credendo, ognuno a modo suo, comunque in un’ideale di giustizia da perseguire. Altra nota convincente del romanzo è di certo la molteplicità dei piani: nella narrazione si alternano riferimenti molto colti con altre sequenze più leggere e disincantate che riescono a dare colori diversi alla storia e a giocare con lo stato emotivo e le aspettative del lettore.

Morlupi è un autore attento all’attualità: l’indagine sportiva si intreccia in diversi punti con la politica, offrendo un punto di vista autentico anche su queste tematiche nella gestione del potere in una città immensa come Roma. E se al termine dell’indagine impariamo che a volte i delfini vincono sui pescecani, il finale è qualcosa di inatteso e al tempo stesso coerente: i personaggi hanno risolto la questione investigativa, ma le paure, i timori, le mancanze esistenziali di ognuno di loro restano irrisolte, a conferma di quanto sia pervaso di umanità tutto il romanzo. Una lettura di grande impatto che suscita attesa per altre avventure dei Cinque di Monteverde a cui ci si affeziona subito.

Il libro in una frase

“Hanno capito che, alla fine, vince chi tutte le mattine nella sua umiltà si alza per affrontare la vita nonostante i molti problemi. Perché a volte, incredibile ma vero, i delfini possono uscire vittoriosi anche da uno scontro con i pescecani.”

(Visitato 27 volte, 1 visite oggi)

Le donne, il potere, il cambiamento: intervista a Massimo Carlotto su “E verrà un altro inverno”

Palazzo Mediceo Seravezza: al via la nuova stagione dell’ arte con l’installazione “Mr. Arbitrium”