Trenta (più una) storie di personaggi sportivi che narrano di atti di ribellione che hanno dato un importante contributo alla lotta per i diritti umani e civili. Trenta atleti che per le loro scelte hanno pagato un caro prezzo. Sono i protagonisti del libro “Il prezzo da pagare” scritto da Stefano Tamburini, giornalista e già direttore di Corriere Romagna, Agl (l’agenzia dell’allora Gruppo Espresso che curava il notiziario nazionale per 18 quotidiani locali), la Città di Salerno e Il Tirreno. L’autore presenterà il testo sabato 1 aprile alle ore 18 a Pietrasanta, al Cro Porta a Lucca. Dialogheranno con lui Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione italiana allenatori di calcio, e Gianluca Fulvetti, professore di storia contemporanea all’Università di Pisa.
L’evento è stato organizzato dal Parco nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, è patrocinato dal Comune di Stazzema, e si svolge in collaborazione con l’Associazione culturale “Rolando Cecchi Pandolfini” di Pietrasanta. L’incontro, che rientra fra le iniziative culturali proposte dal Parco nazionale della Pace, è teso a porre il focus sui valori fondativi dei paesi civili e democratici, e far emergere aneddoti, eventi storici e figure del passato, che hanno avuto ruoli significativi in questa evoluzione morale e sui diritti fondamentali. In questo caso sarà lo sport a traghettare il pubblico in questa riflessione, con trenta vicende di atleti che hanno vinto molto di più che una gara. Il volume è arricchito dall’importante prefazione scritta dall’ex Presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi.

«Ho scritto questo libro – ha spiegato Stefano Tamburini – perché non ci sono quasi mai porte aperte quando c’è da chiedere rispetto, eguaglianza, giustizia e libertà. Anche nei Paesi cosiddetti dei “giusti”, quelli dove si va a votare e si sceglie chi governa, non sempre è tutto scontato, tutto “gratis”. E dunque c’è sempre un obolo, un pedaggio che diventa gabella per chi decide di combattere per diritti fondamentali, quelli umani, quelli della civiltà. Per questo, in molti capitoli della nostra storia, le ribellioni sono state un passaggio fondamentale, salutare. Il libro tramuta gli esempi in memoria. E la memoria conta, dobbiamo farne buon uso. Tutti quanti».

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