Finanza a tappeto nelle aziende: 50 lavoratori irregolari e oro sequestrato

Prosegue senza sosta l’attività della Guardia di Finanza di Arezzo contro il lavoro sommerso e le irregolarità nel tessuto produttivo provinciale. Dall’inizio dell’anno i finanzieri hanno effettuato 74 controlli, facendo emergere irregolarità in 27 attività economiche e portando alla scoperta di 39 lavoratori completamente “in nero” e altri 11 impiegati in modo irregolare.

Le verifiche hanno interessato numerosi settori, dalla ristorazione ai minimarket alimentari, passando per il comparto dell’edilizia, gli autolavaggi e soprattutto il distretto orafo aretino, uno dei più importanti a livello nazionale.

Complessivamente sono stati identificati 50 lavoratori irregolari, di cui 44 stranieri e 6 italiani. Tra i lavoratori stranieri figurano cittadini bangladesi, indiani, pakistani, cinesi, egiziani e di altre nazionalità. Quattro di loro sono risultati privi di regolare permesso di soggiorno. Per questo motivo i rispettivi datori di lavoro sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Arezzo per impiego di manodopera clandestina.

Particolarmente significativa la situazione emersa in undici aziende, tutte riconducibili a titolari stranieri, dove il numero dei lavoratori in nero superava il limite previsto dalla legge. Si tratta di sei imprese operanti nel settore dei metalli preziosi, due minimarket e tre autolavaggi. Per queste attività è stata richiesta all’Ispettorato Territoriale del Lavoro la sospensione dell’esercizio imprenditoriale, mentre le sanzioni amministrative elevate superano complessivamente i 73mila euro.

L’attenzione delle Fiamme Gialle si è concentrata in particolare sui terzisti del distretto orafo che operavano senza il marchio identificativo e il titolo legale previsti dalla normativa di settore. Grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio di Arezzo-Siena, nell’ambito del protocollo per la tutela dell’economia legale sottoscritto nel 2024, è stato possibile individuare aziende non censite all’interno della filiera produttiva dei metalli preziosi.

Nel corso delle verifiche il Gruppo di Arezzo e la Compagnia di San Giovanni Valdarno hanno scoperto tre imprese che lavoravano oro e argento privi dei necessari marchi di identificazione e delle indicazioni di titolo. I finanzieri hanno così proceduto al sequestro amministrativo di oltre 56 chilogrammi di argento e 1,8 chilogrammi di oro, per un valore complessivo superiore a 270mila euro.

I metalli preziosi potranno essere restituiti soltanto dopo il pagamento delle sanzioni previste e la regolarizzazione delle posizioni delle aziende coinvolte presso la Camera di Commercio. Un’operazione che conferma l’impegno delle Fiamme Gialle nel contrasto all’economia sommersa e nella tutela della concorrenza leale all’interno di uno dei distretti produttivi più strategici della Toscana.

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